Estorsione e frode fiscale all'ombra della mafia, sei arresti a Palermo
1523257982104_1618414293847
Palermo - Pietro Formoso, fratello di due mafiosi coinvolti nella strage del '93 a Milano, mentre si occupava degli affari della «famiglia» di Misilmeri, alle porte di Palermo, pensava al commercio di carne, alla compravendita di gioielli e allo spaccio di droga, senza tralasciare le estorsioni e gli altri affari di Cosa nostra. Questo pensano gli inquirenti che oggi gli hanno notificato l’arresto. Formoso faceva in modo che nei banconi dei supermercati di Palermo e provincia arrivasse la carne di un’azienda a lui vicina e a prezzi superiori a quelli di mercato. E’ accusato di associazione mafiosa e si trovava già in carcere per traffico di droga. Con lui sono coinvolte altre cinque persone: Lorenzo D’Arpa, 58 anni, Paolo Dragna, 64 anni, Francesco La Bua, 68 anni, Pietro Morgano, 70 anni, e Vincenzo Meli, 66 anni.
GUARDA IL VIDEO
Nei confronti di Francesco Paolo Migliaccio, un ispettore della Polizia di Stato in servizio nel commissariato Porta Nuova di Palermo, il gip Nicola Aiello ha imposto il divieto di dimora nel territorio del Comune di Palermo e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: non avrebbe denunciato per ricettazione il titolare di un «compro oro».