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Il Cga, l'aumento dei contenziosi e i costi da ridurre: la relazione del presidente De Francisco

Inaugurato l'anno giudiziario del Consiglio di giustizia amministrativa alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

07 Febbraio 2025, 15:53

matta

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Villa Belmonte a Palermo ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana.

Il Cga è l’organo supremo della giustizia amministrativa di cui solo la Sicilia è dotata in Italia in virtù dello statuto autonomo. La cerimonia si è aperta con la relazione del presidente del Cga Ermanno de Francisco alla presenza anche del governatore della Sicilia Renato Schifani, del presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno e del sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

«Nel 2024 - ha detto il presidente De Francisco - la Sezione consultiva e le Sezioni riunite hanno reso, in complesso, 318 pareri redatti. Resta sullo sfondo l’esigenza di rivitalizzare il ricorso straordinario al presidente della Regione siciliana, per riportarlo a essere quella nobile forma di cosiddetta "giustizia dei poveri" accessibile da chiunque anche senza difensore e senza costi eccessivi e dissuasivi che sempre aveva contraddistinto fino agli inizi di questo secolo».

«A tal fine - ha aggiunto - mi piacerebbe suggerire alla Regione di trovare una strada per ridurre il relativo contributo unificato, pur senza tuttavia eliminarlo, a una misura poco più che simbolica facendosi eventualmente carico lo Stato della differenza, per meglio distinguerlo dal ricorso giurisdizionale anche in punto di effettiva accessibilità a chiunque per controversie di minimo valore»

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«C'è stato un anomalo aumento dei contenziosi nel 2024 rispetto al 2023 - ha rilevato De Francisco - anche che era invece rimasto grosso modo in linea con quello degli anni precedenti. Si è passati dai 1.250 ricorsi pervenuti nel 2023, dato che è coerente con le sopravvenienze dell’'ultimo decennio che vanno dalle 996 del 2018 alle 1.344 del 2021, ai 1.496 ricorsi del 2024, con un incremento del 20%. Nonostante ciò, grazie anche alla nostra specialità di sezione peculiare per cui abbiamo, o almeno dovremmo avere, una dotazione organica arricchita da ben 9 componenti di designazione regionale, di cui 4 nella Sezione giurisdizionale, siamo finora riusciti a rispettare i tempi processuali richiesti dalla Cedu, avendo fissato per tutti i ricorsi l’udienza di merito entro un biennio dal deposito. Ed è ciò che stiamo facendo anche nel 2025, fissando entro quest’anno l’udienza di merito per tutti i ricorsi depositati entro il 2023 e proveremo a proseguire analogamente per quelli depositati nel 2024, se ci sarà consentito dall’esplosione del contenzioso in entrata riscontrata in tale anno e dall’incompleta copertura dell’organico per la parte di pertinenza regionale».