Notizie locali
Pubblicità

Palermo

"BarConi", dove i caffè e i gelati senza confini profumano di speranza

E' l’ultima iniziativa messa in campo da Moltivolti, impresa sociale nel cuore di Palermo a Ballarò, dove ha aperto il noto ristorante omonimo

Di Laura Compagnino

È un gioco di parole che odora di caffé e profuma di speranza. Un calembour che racconta una storia e tante storie, quelle di chi parte dalla propria terra per poter sognare il futuro. È la storia di Alagie Malick Ceesay, il responsabile del bar gelateria “BarConi”, l’ultima iniziativa messa in campo da Moltivolti, impresa sociale nel cuore di Palermo a Ballarò, dove ha aperto il noto ristorante omonimo. «Con me lavorano anche Christine, 27enne della Costa d'Avorio, Eglah 19 enne del Ghana e Leslie 22 enne anche lei ivoriana - dice Alagie Malick nel suo italiano perfetto imparato, rimarca, per necessità e che oggi padroneggia come se fosse la sua lingua madre -. Le posso offrire un caffé etiope dal sapore intenso, oppure uno arabo, uno giamaicano e uno brasiliano da accompagnare a tante cose dolci o salate» dice Alagie Malick ai clienti, ammaliati da quel buon profumo che ha pervaso il locale. 

Pubblicità

 

 

Mentre gli avventori pensano a cosa scegliere, il ragazzo, un 22 enne pieno di entusiasmo, da dietro al bancone racconta da dove è partito e dove vuole arrivare. «Dopo aver perso i miei genitori da ragazzino ho molto girato in Africa, sono stato in Senegal e mentre ero sul pullman in direzione Mali ho sentito tanti che parlavano della Libia - ricorda - sono andato e ho pagato più di duemila euro per arrivare in Europa. A Tripoli sono rimasti per più di due mesi, ho visto scene indicibili, l'orrore assoluto, anche io sono stato maltrattato ma sono stato più fortunato di altri». Una notte di marzo del 2017 Alagie Malick insieme a 500 persone è salito su un'imbarcazione di scafisti che lo ha sbarcato al porto di Pozzallo. Da lì è poi arrivato per caso a Palermo, dove ha frequentato corsi per imparare l'italiano, ha conseguito la licenza media e a breve farà gli esami per il diploma di maturità in un istituto tecnico commerciale. «Mentre frequentavo la scuola media - dice Alagie Malick - ho conosciuto i ragazzi di Moltivolti attraverso un progetto per la promozione turistica. Mi sono trovato bene, ho continuato a collaborare con loro e sono felice di poter lavorare oggi in questo posto».

 

 

L'unicità di questo locale è anche nella sede che lo ospita, un angolo speciale di Ballarò: piazzetta Mediterraneo, un luogo che la comunità del quartiere ha strappato all'incuria, ripulendolo da immondizia e detriti e tenendolo in vita con l’apertura di nuove botteghe artigianali. Negli ultimi mesi Moltivolti ha realizzato due importanti raccolte fondi: la prima per permettere alla famiglia del cuoco Shapoor Safari di fuggire dall’Afghanistan lo scorso ottobre, la seconda a gennaio per finanziare la ricostruzione del locale di Moltivolti devastato da un incendio. L'ultima iniziativa, “BarConi”, realizzata grazie al sostegno della Fred Foundation con sede in Olanda e dalla Fondazione Svizzera Haiku Lugano, ha l’obiettivo di inserire nella comunità economica, giovani palermitani insieme a donne e uomini provenienti dall’Africa centrale e dal Maghreb. Proprio come già avvenuto con gli altri progetti, tutte le persone saranno coinvolte in percorsi di formazione e apprendistato per arrivare alla gestione autonoma della gelateria, dalla produzione alla vendita.

 

 

Nella prima fase del progetto,sarà il maestro palermitano Antonio Cappadonia a fornire il prodotto finale e le competenze per la vendita e la realizzazione del gelato al personale, che arricchirà l’offerta gastronomica con la produzione di dolci, torte e lievitati da colazione. Fra tutti i gelati spicca il gusto Moltivolti, creato per rappresentare l’anima dell’associazione: gelato al burro di arachidi leggermente salato con una variegatura di riso soffiato sabbiato con zucchero di canna integrale e arricchito dal profumo delle zeste di limone. «Prima la parola barconi - dice sorridendo Alagie Malick - mi faceva pensare a tragedie, alla disperazione e alla paura. Ora quando penso a BarConi mi sento orgoglioso e felice, un bisticcio di parole mi ha regalato la fiducia nel futuro».

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: