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Strage di Altavilla, la figlia “scampata” al massacro arrestata: ha partecipato alle torture e ai riti di “purificazione

La ragazza di 17 anni è stata trovata in stato confusionale. I particolari rivelati dal procuratore di Termini Imerese

Di Redazione |

La figlia del muratore di Altavilla Milicia accusato di aver ucciso, insieme a due complici, la moglie e i due figli maschi durante un esorcismo, è stata fermata il 14 febbraio fa per omicidio dalla Procura dei minori. La ragazza avrebbe partecipato alla strage. Il fermo è stato convalidato dal gip. A coordinare l’indagine è la procuratrice dei minori Claudia Caramanna. «La superstite – aveva detto stamane il procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio – la figlia primogenita ha partecipato alle torture dei riti di purificazione. Ho trasmesso gli atti alla procura per i minorenni che ha competenza». Stamane si è tenuta una la conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli del triplice omicidio di Altavilla Milicia in cui sono stati torturati e uccisi Alessandra Salamone e i figli Kevin ed Emanuel. Per la strage sono in carcere Giovanni Barreca, padre e marito delle vittime, e una coppia di Palermo Sabrina Fina e Massimo Carandente. Ora c’è finita anche la figlia diaciassettenne.

Torture da una settimana

«Le torture fisiche sono iniziate l’ultima settimana da quando i ragazzini non sono più andati a scuola. La madre è stata uccisa prima, forse, perché si sarebbe opposta alle torture ai propri figli» ha poi aggiunto il procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

Il delirio mistico

«Il rito collettivo era iniziato da un mese e coinvolgeva tutta la famiglia Barreca e Massimo Carandente e Sabrina Fina, la coppia che avrebbe partecipato al massacro. Erano tutti preda di un delirio mistico» ha spiegato il procuratore. «Le vittime- la moglie e i due figli di Giovanni Barreca – e gli assassini, lo stesso Barreca e i due complici, dunque, avevano cominciato un mese fa una sorta di rito di purificazione dal demonio, poi sfociato negli omicidi».

La coppia di amici era a casa di Barreca

I due coniugi palermitani, Sabrina Fina e Massimo Carandente, «erano presenti nella casa di Altavilla al momento dell’omicidio». A dirlo, in conferenza stampa, è stato il sostituto procuratore di Termini Imerese Manfredi Lanza. «Non abbiamo ancora i risultati dell’autopsia e quindi non sappiamo ancora come sono morti Antonella Salamone e i figli Kevin e Emanuel – ha aggiunto il procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio – Possiamo però dire che la morte è stata causata da comportamenti messi in atto da Giovanni Barreca e dai due coniugi palermitani (Sabrina Fina e Massimo Carandente ndr) che per giorni hanno operato all’interno di quella casa».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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