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Il ricorso

Test di medicina, conclusa l’udienza al Consiglio di Stato. 3.500 studenti in attesa della decisione

Il ricorso è sui meccanismi di somministrazione dei test online Tolc, definiti «penalizzanti e iniqui» dai ricorrenti

Di Redazione |

Si è appena conclusa l’udienza di merito al Consiglio di Stato, dalla cui decisione dipende il destino di oltre 3.500 studenti che hanno proposto ricorso avverso i cosiddetti ‘Tolc’, test online per l’accesso alla facoltà di medicina dello scorso anno. Test che hanno visto l’esclusione a causa di meccanismi di somministrazione definiti dai ricorrenti «penalizzanti e iniqui».

«Test non prevedono punteggio massimo uguale per tutti»

«Siamo contenti di come è andata la discussione in aula – dice Francesco Leone, socio fondatore della studio legale Leone-Fell & C. che ha difeso i ricorrenti e il cui studio centrale ha sede a Palermo – e siamo certi che le nostre argomentazioni porteranno il collegio del Consiglio di Stato a garantire il diritto allo studio dei nostri ricorrenti e al contempo il loro diritto allo studio e ad avere delle selezioni realmente meritocratiche e non subordinate a meccanismi assolutamente illegittimi come quello dell’equalizzatore». “Qualora il collegio dovesse prendere una decisione differente e difforme rispetto a quella presa dal Tar in primo grado, che aveva accolto il ricorso confermando l’illegittimità dell’equalizzatore – aggiunge Simona Fell, socia fondatrice dello studio legale Leone-Fell & C. – si affermerebbe un principio di diritto che potrebbe portare anche a conseguenze nefaste sotto il profilo dell’organizzazione di concorsi pubblici. Perché sostenere che si possono somministrare dei test che non prevedono un punteggio massimo uguale per ciascun candidato significherebbe ledere in maniera significativa il principio della par condicio dei candidati».

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