Tornelli per andare in spiaggia a Mondello, la Gdf alla Regione: «Chiarire meglio la questione»
Il caso sollevato da Matteo Hallissey e da Ismaele La Vardera: i varchi ci sono ma non bastano. E in serata spuntano cartelli più "permissivi"
La palla adesso passa alla Regione. Negli uffici del Demanio marittimo dell’assessorato al Territorio e ambiente della Regione siciliana nel pomeriggio è giunta la relazione della Guardia di finanza sulla "regolarità" dei tornelli installati agli ingressi dei lidi in concessione alla società Italo-Belga, sulla spiaggia di Mondello a Palermo. Un report arrivato dopo la richiesta di controlli e accertamenti avanzata dallo stesso assessorato a seguito del caso sollevato a fine luglio dal deputato regionale siciliano Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente, che insieme a Matteo Hallissey (+Europa e Radicali) aveva effettuato un blitz sul litorale palermitano con un video diventato presto virale.
A Capitaneria di porto e Sezione aeronavale della Guardia di finanza la Regione aveva chiesto di verificare se, nelle aree gestite dalla società, fosse rispettata la normativa che impone l’obbligatorietà del libero passaggio di chiunque voglia raggiungere la battigia.
Sopralluoghi e verifiche hanno accertato lo stato di fatto. Ossia la presenza di sette varchi di accesso pubblico, segnalati con apposite scritte e distanti l’uno dall’altro circa 70-80 metri, che consentono il libero passaggio dal marciapiede alla battigia. Varchi senza alcun tipo di controllo o restrizioni. In corrispondenza dei quattro lidi che fanno capo alla società Italo-Belga, invece, sono presenti dei tornelli per il controllo degli accessi, presidiati da personale della società per gestire il flusso di chi vuole usufruire dei servizi a pagamento.
La presenza dei sette varchi pubblici, accessibili, non presidiati e non subordinati a forme di pagamento o controllo, però, sembrerebbe garantire il diritto all’accesso pubblico al mare. Almeno questa sarebbe la conclusione a cui parrebbe essere arrivata la Guardia di finanza.
Restano, però, due questioni che il Demanio marittimo dovrà adesso dirimere per mettere definitivamente la parola fine alla questione. La prima, se i sette varchi di accesso pubblico, i corridoi di transito dal marciapiede alla battigia, rientrino nell’area data in concessione alla società Italo Belga, se fosse così sarebbe rispettato il diritto dei bagnanti al libero passaggio per raggiungere il mare. In caso contrario ci sarebbe un possibile sfruttamento a fini privati di uno spazio pubblico. In secondo luogo, se l’installazione dei tornelli non sia una variazione dell’atto concessorio o se, al contrario, nella concessione alla Italo Belga - datata nel tempo e che ha visto negli anni numerosi rinnovi - siano previsti degli spazi per controllare gli accessi al lido. Toccherà agli uffici regionali dirimere le due questioni. E le risposte non dovrebbero tardare ad arrivare.