Cantarella: «Salvini è irriconoscibile, ha tradito la base della Lega e Stancanelli un opportunista»
L’ex assessore comunale di Catania, fondatore della Lega in Sicilia e sulla carta ancora responsabile regionale dei Dipartimenti del partito si toglie qualche sassolino dalla scarpa
«Ho letto toni trionfalistici quando, invece, è stato un disastro assoluto. Matteo Salvini, senza arrossire, ha dichiarato che la Lega avrebbe dimostrato di essere ancora viva. Il partito forse sì, ma il suo leader non di certo. Senza le oltre 500mila preferenze del generale Vannacci - che tutti sanno essere suoi voti personali e non della Lega - saremmo a percentuali da débâcle». Si toglie qualche sassolino dalla scarpa l’ex assessore comunale Fabio Cantarella, fondatore della Lega in Sicilia e sulla carta ancora responsabile regionale dei Dipartimenti del partito.
Qual è secondo lei il vero problema di “questa” Lega?
«Paghiamo l’incoerenza dell’ultima versione di Salvini, mentre al contrario la sua coerenza ci premiò nel 2019. Non parla più degli sbarchi a Lampedusa, di sicurezza, delle accise sui carburanti, della flat tax, dei papà separati, della pace fiscale, di abolire la legge Fornero e di tanto altro. A Milano un vice ispettore di Polizia è stato accoltellato da un tunisino in quella stazione di cui lui accusava la sinistra della insicurezza causata dall’immigrazione incontrollata».
Questione sicurezza che ha interessato e interessa anche la nostra città...
«A Catania una ragazzina è stata stuprata da un branco di egiziani proprio per l’incapacità del ministero dell’Interno - retto da un uomo di fiducia della Lega e di Salvini, che era nel suo gabinetto quando era ministro nel governo Conte - di gestire l’immigrazione. Tutto quello di cui Salvini accusava gli altri, adesso gli si sta ritorcendo contro. Il vero Matteo correva il rischio di farsi arrestare pur di mantenere un impegno elettorale. È irriconoscibile, penso sia cambiato, non credo che prima fosse così e non ce ne siamo mai accorti. Ha messo dentro di tutto: abbiamo indagati e arrestati, tradendo la base storica».
Come giudica i risultati delle Lega in Sicilia alle Europee?
«Qualcuno dimentica che siamo passati dal 20,2 % di Candiani delle precedenti Europee (senza i voti dei chiacchierati e indagati big approdati in Lega recentemente) al 6,98% del duo Durigon-Sammartino (da cui si devono togliere i voti di Vannacci). Senza i voti esterni del generale saremmo tornati ai numeri dell’era Attaguile, a quelli della prima esperienza di Lega in Sicilia: il movimento Noi con Salvini».
Eppure, la scelta di candidare Stancanelli, ex sindaco e storica figura della destra, ha portato i suoi frutti...
«Il dato siciliano va esaminato con onestà intellettuale. Stancanelli alle precedenti Europee in FdI venne eletto con 30.299 preferenze. Adesso ne ha raccolte poco più di 44mila: o in Europa non ha lavorato bene - e questo non lo credo - oppure l’apparato di Sammartino non ha inciso più di tanto. Così pochi voti gli ha procurato? 60mila avrebbe dovuto prenderne! Questo conferma ciò che ho sempre detto a Salvini: non sono voti nostri neanche quelli di Sammartino: vengono da esperienze lontane dalla nostra, da sinistra. È pacifico che se non sono Amministrative, l’elettorato di Sammartino vota secondo i propri ideali, molto distanti da quelli della Lega. Lo avevamo già visto alle Politiche, ma Salvini non ne ha fatto tesoro. Qualcosa vorrei dirla anche a Stancanelli…».
Prego?
«Non ha mai ringraziato la Lega per il finanziamento da oltre mezzo miliardo di euro al Comune di Catania, adesso lo fa per opportunismo. E dimostra anche di concepire una nozione di militante liquefatta. Militante è chi ha lottato per affermare degli ideali e lo ha fatto quando poltrone da spartire non ce n’erano, non chi si tuffa in un partito che ha sempre criticato apertamente solo per mantenerne una».
Si percepisce rammarico nelle sue parole. L’essere messo all’angolo dalla Lega, le fa un po’ male...
«Durigon continua a dire che - su sua proposta - sarei stato espulso dalla Lega. In realtà dopo la mia diffida a mezzo pec, indirizzata a lui e per conoscenza ai vertici del partito, sono passati diversi mesi e ancora oggi non ho avuto notificata alcuna espulsione dal Comitato nazionale disciplinare e di garanzia della Lega per Salvini Premier. Sa bene che da parte sua è illegittimo escludermi dalle riunioni degli organi di partito in quanto da socio fondatore, secondo lo statuto, fino ai congressi ho diritto di prendere parte ai consigli direttivi e all’assemblea. Ci sono altre gravi violazioni statutarie in atto, ma i nodi verranno al pettine...».
Di questo sembra davvero sicuro...
«Quando misi in guardia Salvini sulle inchieste giudiziarie a carico di uno dei personaggi di cui ha consentito l’ingresso in Lega, mi rispose con un WhatsApp, scrivendomi testualmente: “...ogni nuova imputazione me lo rende più simpatico…”».
In conclusione, cosa si aspetta?
«Dopo l’inchiesta Pandora, ma c’è n’è stata una anche nel Palermitano che coinvolge un altro nostro parlamentare regionale, non ha ritenuto neanche di sospendere cautelativamente gli indagati: voglio vedere se andrà ancora alle commemorazioni di Falcone e Borsellino...».