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Il retroscena

“Cavallo di Troia” di Cuffaro in Fi? Veto di Schifani, ma «decide Tajani»

Trattative sulla deputata regionale Lantieri gradita alla Dc. Il leader: «Alle Europee ci saremo»

Di Mario Barresi |

ll geolocalizzatore della trattativa, riservatissima, da ieri indica Roma. Sarà Antonio Tajani, giurano i più influenti forzisti siciliani, «a decidere in prima persona, valutando i pro e i contro». A partire dal niet – in apparenza clamoroso, ma in fondo spiegabile – di Renato Schifani. La questione è delicata: fare posto, nella lista per le Europee delle Isole, a una candidatura che avrebbe il sostegno esterno di Totò Cuffaro.

Sul tavolo il nome di Luisa Lantieri. La deputata regionale di Forza Italia sarebbe il “cavallo di Troia” della Dc, rimasta fuori da ogni altra lista nazionale. Formalmente non c’è alcuna controindicazione: Lantieri, vicepresidente dell’Ars, è a tutti gli effetti una forzista. Nonostante i recenti mal di pancia, come quello manifestato quando Schifani in visita alla Villa del Casale avrebbe accettato il veto di FdI sulla presenza della deputata piazzese che sbottò contro il «poco rispetto» dei vertici regionali azzurri, minacciando: «Credo sia giusto che io faccia le mie valutazioni». Lantieri deve l’inizio della sua carriera proprio a Cuffaro, che la chiamò nella sua segreteria particolare a Palazzo d’Orléans. Poi, nonostante la strade si siano divise (dall’Udc lei è passata con Grande Sud e poi al Pd, fu anche assessora di Rosario Crocetta), il rapporto con il suo mentore è stato sempre «di profonda amicizia». Mai nascosta, nemmeno all’Ars. Soprattutto nei momenti più difficili.

E così, quando per chiudere la lista manca un solo nome femminile e i forzisti dell’altra isola decidono di puntare solo su Michele Cossa, leader dei Riformatori Sardi, si apre lo spiraglio giusto. Del resto, è stato lo stesso Tajani, proprio nell’incontro in cui ha accolto Raffaele Lombardo, a dare un margine di discrezionalità ai due coordinatori regionali: «Sulla quarta donna decidete assieme, mettendo la più competitiva». E chi, allora, meglio di Lantieri? Il nome, sussurrato dalla Sicilia, nelle ultime 24 ore arriva nella capitale. E a spingerlo fin dentro i padiglioni auricolari del vicepremier forzista sarebbero stati almeno in due. La spinta più evidente arriva da Saverio Romano, che pregusta già il tandem con Massimo Dell’Utri, già in lizza nella quota riservata Noi Moderati. E non a caso, ieri, l’ex ministro auspica che sotto il simbolo di Fi-Ppe ci sia «dentro tutta quella esperienza post democristiana del nostro Paese». L’altra sponda nazionale della candidata (che aveva però smentito il suo coinvolgimento nella trattativa fra Dc e Lega, sempre per una donna cuffariana in lista) sarebbe Maurizio Gasparri, capogruppo di Fi al Senato, da sempre capocorrente di Marco Falcone.

E qui si comprende il no di Schifani. Che, schierato a testa bassa con Edy Tamajo nel combattutissimo “derby degli assessori”, vede come il fumo negli occhi l’arrivo di Lantieri: oltre che col centrista Dell’Utri potrebbe fare sponda proprio con Falcone. «Ormai è troppo tardi», notifica il governatore a Roma. Arrivando a sconfessare, in nome del tatticismo elettorale, il progetto lanciato l’estate scorsa: Forza Italia «partito aperto» con dentro anche Mpa e Dc. Un’idea già concretizzata a metà con il patto fra Tajani e Lombardo, che sosterrà Caterina Chinnici capolista. E che in un certo qual modo si completerebbe, sempre a prescindere dalla volontà di Schifani, con i voti di Cuffaro a Lantieri. «Saremo il primo partito in Sicilia: due seggi scattano di sicuro», arringa chi sogna già il 20%. Ma non ha fatto i conti con Schifani: forte la sua pressione su Tajani, con cui avrebbe usato persino l’argomento della «questione morale» (tanto caro a Chinnici, ostile a Cuffaro ma presa in carico da Lombardo), che lo stesso governatore aveva provato, invano, a scardinare quando voleva convincere il partito ad accettare la Dc in lista.Una giravolta che tradisce, oltre a una certa debolezza politica, l’enorme posta in gioco: più che il risultato siciliano di Fi, conta la conferma della leadership. In serata Cuffaro rassicura i suoi nella sala stracolma del Grand hotel et des Palmes: «Alle Europee ci saremo». Ma non dice con chi. Il suo sorriso è tirato. Sa già che il suo (ex) big sponsor forzista non lo vuole più come “concorrente esterno”. Deve farsene una ragione. Eppure ci spera ancora.m.barresi@lasicilia.itCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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