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Comunali in Sicilia, Di Maio e Salvini si “punzecchiano” e Faraone li irride

Di Redazione |

Il M5S arranca, la Lega avanza ma – da sola – non sfonda, centrosinistra in difficoltà che “galleggia” solo quando si presenta agli elettori nelle liste civiche. E in questo scenario proseguono pure le schermaglie elettorali, in vista delle Europee, dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

«Grazie ai siciliani – ha detto il leader del Carroccio – perché mi hanno regalato, ci hanno regalato, si sono regalati un’emozione, una voglia di cambiamento». Salvini ha parlato di centrodestra «con la Lega al traino». «E’ una scelta – ha aggiunto – che solo a parlarne due-tre anni fa sarebbe stato fantascienza. Vuol dire che quello che facciamo al governo piace dal Nord al Sud».

Gli fa eco Igor Gelarda, responsabile regionale enti locali della Lega e candidato del Carroccio alle europee, commentando i risultati delle amministrative in Sicilia: «La Lega cresce bene in Sicilia, ormai siamo un partito a forte presa popolare. La linea del buon governo tracciata da Matteo Salvini è stata recepita dai siciliani, così come nel territorio è sotto gli occhi di tutti la crescente strutturazione del partito avvenuta negli ultimi sei mesi con il sostegno del senatore Stefano Candiani, commissario della Lega nell’Isola». «I risultati ci lasciano più che soddisfatti, con ottimi risultati delle liste in tutti i comuni. Due candidati sindaco della Lega, a Mazara del Vallo e a Gela, vanno al ballottaggio, e un terzo sfiorato, a Bagheria, che se pur civico era supportato dalla Lega, significano molto in una terra dove il malgoverno l’aveva fatta da padrone. E anche dove non siamo andati al ballottaggio, come a Monreale e a Caltanissetta, i risultati dicono che la Lega avanza. Adesso sono certo che i nostri candidati sindaco al ballottaggio, l’unica alternativa valida per la crescita dei nostri territori, otterranno la fiducia dei cittadini».

Luigi Di Maio si è concentrato su Castelvetrano: «Le amministrative in Sicilia hanno ancora una volta dimostrato la solidità del M5S. Quando si gioca ad armi pari e anche gli altri corrono con una sola lista mostriamo tutta la nostra solidità, ma la grande soddisfazione è essere arrivati al ballottaggio nell’unico capoluogo di provincia al voto: Caltanissetta. Senza contare il ballottaggio nel Comune di Matteo Messina Denaro, Castelvetrano, a dimostrazione dei nostri anticorpi su legalità e lotta alla mafia. Il cambiamento continua».

Parole, ufficiali, di grande prudenza senza alcun riferimento diretto all’alleato scomodo. Ma nelle stanze dei bottoni grilline non si nasconde una certa soddisfazione. La Lega in Sicilia è stata battuta dal M5S ovunque a dimostrazione del fatto che quando non corre con il centrodestra è sempre dietro il M5S. Le stesse fonti pentastellate sottolineano la loro soddisfazione perché il M5S va al ballottaggio a Caltanissetta e rimarcano: a dimostrazione dei nostri anticorpi e della coerenza su legalità e lotta alla mafia, M5S va al ballottaggio a Castelvetrano.

Poi i paletti: «A Gela e Bagheria – scrive il M5S – i sindaci non erano più nel MoVimento 5 Stelle rispettivamente da 4 e da 2 anni, quindi non è assolutamente vero quanto viene riportato dalla stampa in queste ore ovvero che abbiamo perso due Comuni. Già era intervenuto il M5S attraverso espulsioni e sospensioni. Al contrario, i risultati del M5S in Sicilia dimostrano ancora una volta la nostra grande solidità».

E il centrosinistra? A parlare è Davide Faraone, il segretario regionale dei Dem: «Il M5S se lo conosci lo eviti, perdono e non vanno nemmeno al ballottaggio laddove hanno governato negli ultimi 5 anni (Gela e Bagheria). Salvini, piazze piene urne vuote. È venuto in Sicilia a fare il gradasso e torna in Padania con qualche selfie ma a mani vuote. Sui 7 comuni più grandi al voto, con il modello Civico vinciamo o al primo turno o andiamo al ballottaggio con buone speranze di vittoria. Purtroppo non ce la facciamo a Castelvetrano e a Caltanissetta. Molto bene i nostri candidati nei piccoli comuni dove le esperienze civiche sono da sempre una regola. Buon lavoro a Domenico Venuti, riconfermato sindaco a Salemi e a Pippo Laccoto, nuovo sindaco di Brolo».

«In Sicilia tracollo amministrativo M5s: in due comuni simbolo dei cinque stelle in Sicilia, Bagheria e Gela, vengono sconfitti sonoramente. Dove hanno governato vengono pesantemente allontanati dalle amministrazioni. Un verdetto chiaro che sancisce il fallimento del partito di Di Maio». Lo dichiara il deputato del Partito democratico e segretario metropolitano dem di Palermo, Carmelo Miceli.  «Per le ultime elezioni regionali – prosegue Miceli – il leader M5s venne in Sicilia a parlare proprio di Modello Bagheria. Quell’amministrazione è finita seppellita da malgoverno, scandali, inchieste, abuso edilizi. La traversata a nuoto dello Stretto da parte di Beppe Grillo è ormai lontana e dimenticata. La Sicilia è stata la regione più importante in termini elettorali per M5s, ora ne decreta il fallimento al governo».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA