Ddl variazioni, si sgonfia il maxi emendamento: via dal testo alcune norme
Accordo all’Ars tra governo e opposizioni per poter approvare la manovra-quater in tempi più rapidi e impegnare così i 500 milioni disponibili
Si sgonfia il maxi emendamento dove ci sarebbe spazio solo per il governo, mentre il resto degli aggiuntivi, di maggioranza e opposizione, verrebbero "congelati" e rinviati alla manovra di stabilità di fine anno. Via dal testo base alcuni articoli come il depuratore di Castelvetrano (600 mila euro), i fondi per la Foss (350 mila euro), le risorse per i consorzi di tutela (2 milioni). E' l'accordo su cui si sta lavorando all’Ars tra governo e opposizioni per poter approvare la manovra-quater in tempi più rapidi e impegnare così i 500 milioni disponibili.
La minoranza avrebbe chiesto anche lo stralcio dal testo base degli articoli sull'acquisto del palazzo di via Cordova (12,5 milioni) e quello sulle aggregazioni delle imprese (30 milioni) ma su questo si continua a trattare e nulla appare al momento scontato. Per «blindare» le norme proposte dai parlamentari, l’accordo prevede di anticipare in questo ddl di variazione alcuni finanziamenti che sarebbero stati appostati nella prossima manovra in modo da liberare nella legge di stabilità 2025-27 gli spazi di copertura per soddisfare l'intesa, circa 80 milioni di euro. Il difficile lavoro di mediazione va avanti da stamattina tra colloqui e riunioni informali, col presidente dell’Ars Gaetano Galvagno impegnato in diversi incontri con le opposizioni anche grazie all’apertura del governatore Renato Schifani verso una collaborazione costruttiva.
La seduta dell’Ars per la votazione del disegno di legge di variazione del bilancio è stata rinviata alle 9 di domani con l’intenzione di approvare il testo entro le 13. A comunicare la decisione della capigruppo, riunita da Gaetano Galvagno, è stato il vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola.