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IL CAMBIO AL VERTICE

Forza Italia, finisce l’era di Miccichè: Berlusconi nomina lo “schifaniano” Marcello Caruso a capo del partito in Sicilia

Da pochi giorni era stato scelto come capo della segreteria particolare del presidente della Regione

Di Redazione |

Finisce l’era di Gianfranco Miccichè alla guida di Forza Italia in Sicilia. Questo pomeriggio il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha nominato come nuovo Commissario regionale del partito per la Sicilia il dottor Marcello Caruso, già Responsabile regionale Enti locali e Coordinatore provinciale di Forza Italia a Palermo.

«Desidero ringraziare il presidente Silvio Berlusconi per la fiducia che ripone nei miei confronti nel conferirmi il prestigioso incarico di commissario straordinario di Forza Italia in Sicilia – ha affermato in una nota Marcello Caruso, appresa la notizia della nomina – . Mi metterò subito al lavoro con spirito di servizio nel segno dell’unità e della coesione un vista dei prossimi appuntamenti elettorali».

L’uomo-ombra

Marcello Caruso può essere considerato l’uomo-ombra di Renato Schifani. Da pochi giorni era stato nominato – subito dopo lo sblocco per i contratti agli esterni negli staff del governo regionale, grazie al via libera al bilancio consolidato – capo della segreteria particolare del presidente della Regione. Il palermitano Caruso, al netto di una parentesi autonomista (fu coordinatore dell’Mpa a Palermo e Raffaele Lombardo lo nominò, negli ultimi giorni del suo governo, commissario all’Istituto Vino e Olio), è da sempre uno “schifaniano” di strettissima osservanza. Tant’è che fu chiamato «in comando temporaneo» nella segreteria particolare della presidenza del Senato, autorizzato dall’Esa, l’ente regionale di cui è dipendente.

Un passato da assessore

Caruso ha anche trascorsi da amministratore locale (assessore comunale e provinciale a Palermo), oltre che una sfilza di incarichi ai vertici di enti pubblici e società partecipate. Nella sua città lo ricordano a gestire la rogna dei rifiuti alla guida dell’Amia, nel 2009, ma l’ultima esperienza è da presidente della Sas di “mamma Regione”. Da cui si dimise nel dicembre 2018, lasciando allo stesso tempo anche il ruolo di coordinatore provinciale di Forza Italia, dopo le «parole inaccettabili» ascoltate in tv. Guarda caso proprio da Miccichè, sulla stabilizzazione dei precari: «Chi non è capace vada a casa, qualcuno sta mettendo in mezzo a una strada 150 famiglie!».

«Uno di cui ci si può fidare»

Caruso, che era anche responsabile regionale Enti locali del partito, ha saputo aspettare il suo momento. Sempre accanto a Schifani sin dalla campagna elettorale, è il suo “ministro degli affari interni”, aiutandolo ne i complicati equilibri forzisti, ma anche il suo ambasciatore nei rapporti con gli alleati del centrodestra. Fra i quali, giorno dopo giorno, s’è conquistato la fama di «uno di cui ci si può fidare». Fino al punto che un big non forzista della maggioranza si spinge a dire che «se Musumeci avesse avuto al suo fianco uno come Marcello, avrebbe risolto la metà dei suoi problemi».

Al di là del physique du rôle, il punto è un altro. Schifani dopo tanti anni è riuscito a togliere lo scettro di capo partito regionale a Gianfranco Micciché, ma in più è riuscito a piazzare al posto del “vicerè” berlusconiano nell’Isola l’uomo in assoluto più vicino a lui. Una decisione che di fatto consegna il partito siciliano al presidente della Regione.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA