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Il sì di Castiglione a Tajani dopo il benservito di Calenda per “divergenze politiche”

Erano già in corso i contatti con l’ex partito di Forza Italia. Per le Europee, le preferenze di Bronte saranno molto "attenzionate"

Di Mario Barresi |

L’avvio del felpato piano d’addio era già programmato per domani. Un’esternazione del malessere sulla stampa, poi una riunione con i suoi, infine l’ufficializzazione del ritorno nella casa azzurra. Dunque ieri, quando Carlo Calenda lo ha messo fuori dalla porta di Azione con una ruvida nota, Giuseppe Castiglione aveva già molto più di un piede dentro Forza Italia. E gli indizi c’erano tutti. Fallita la moral suasion sull’ex ministro per fare la lista assieme a Italia Viva e +Europa, «l’unico modo per rappresentare un blocco moderato dell’8-9 per cento», arriva il no del deputato etneo a candidarsi in prima persona alle Europee e un chiaro disimpegno nella campagna elettorale di Azione in Sicilia. Erano già in corso i contatti con l’ex partito.

“Torna a casa”

Lunghe chiacchierate con Paolo Barelli, capogruppo forzista alla Camera, fino al colloquio con Antonio Tajani. «Giuseppe che vuoi fare? Torna a casa, lo spazio c’è tutto: voglio che tu torni a fare politica con noi», dice il leader all’ex sottosegretario alfaniano, già compagno di scranno nel Ppe a Bruxelles. E dunque, con il conforto del sempre lucido suocero Pino Firrarello, comincia la riflessione finale. Con una deadline che si avvicina: il passaggio, a questo punto, è meglio farlo prima del voto, anziché passare per quello che abbandona Azione dopo il pronosticato flop per passare con i forzisti rafforzati dalle urne.Dunque era già tutto previsto. E non doveva andare così. Ieri l’aspirante transfugo incontra in Transatlantico Matteo Richetti, braccio destro di Calenda. E a lui confessa la «riflessione in corso», con l’ovvia necessità di «parlarne prima con Carlo». Qualche ora più tardi arriva il benservito poco più lungo di un tweet: dopo «un confronto» con Castiglione, scrive Azione, «abbiamo preso atto delle insanabili divergenze politiche, in particolare relativamente ai rapporti con Cuffaro e il suo gruppo in Sicilia. Auguriamo a Giuseppe di trovare una collocazione più consona per ciò che concerne i suoi valori e i suoi progetti politici».

Niente confronto

Non c’è stato alcun «confronto». Calenda ha cacciato Castiglione prima che fosse lui ad andarsene. E il deputato di Bronte non nasconde l’amarezza per il colpo basso: «Calenda sa bene che Cuffaro è un mio amico, ma sa ancora meglio – dice in serata a La Sicilia – che la politica ci ha quasi sempre contrapposto con idee e posizioni differenti, ne sono esempio le Europee 2004 in cui Berlusconi mi chiese di candidarmi proprio perché l’Udc schierava Cuffaro: mi spiace per questa presa di posizione, perché è distante dai reali motivi di prospettiva politica che ho spesso posto a Carlo, a cui vanno comunque la mia stima e gratitudine». Con un «grazie» ai colleghi di Azione «con cui abbiamo lavorato benissimo».L’effetto è l’accelerazione dell’iter: già ieri il vicepresidente di turno in aula, Sergio Costa, comunica l’adesione di Castiglione al gruppo di Forza Italia. Precorrendo i tempi previsti.Cosa cambia in Sicilia in piena campagna elettorale? La regola d’ingaggio con Tajani prevede un impegno immediato, ma la strategia che filtra dal gruppo Firrarello-Castiglione è quella di non bruciarsi nell’accesa contesa interna alla lista. Una «cortesissima» telefonata, già qualche tempo fa, a Renato Schifani, c’è stata. E pure i contatti con Marcello Caruso. Ma senza sbilanciarsi più di tanto. Certo però che il 10 giugno saranno in molti, dentro il partito, a fare la Tac alle preferenze (quante e a chi) di Bronte.m.barresi@lasicilia.itCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA