Intervista a Claudio Durigon: «Ora in Sicilia una Lega pacificata, ma anche aperta a moderati e destra»
Il neo commissario regionale del Carroccio a tutto campo: dalle ex Province al Ponte, dall'autonomia differenziata all'agricoltura
Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al secondo Forum sulla Formazione Continua in corso a Sorrento (Napoli), 19 ottobre 2023. ANSA CIRO FUSCO
Senatore Durigon, fra poche ore vedrà Schifani. Per dirgli cosa, da neocommissario della Lega?
«Che sta facendo un buon lavoro, al netto degli incidenti di percorso degli scorsi giorni. E che c’è il nostro pieno sostegno per ripartire col piede giusto».
Veramente ci sono i suoi fra i franchi tiratori che hanno affossato la riforma delle Province…
«Il voto era segreto, ma ritengo che da parte nostra ci sia stata e ci sia la massima lealtà su un tema a cui teniamo molto. La linea di Salvini e della Lega è chiara: è importante che si portino i cittadini al voto al più presto per scegliere chi amministrerà le Province in tutt’Italia».
È un no alle elezioni di secondo grado che qualche alleato siciliano sta caldeggiando e già preparando.
«Ne discuterò col presidente Schifani, al quale sul tema è già arrivato il segnale del ministro Calderoli».
A proposito di segnali: tutto chiarito fra Salvini e Schifani dopo le tensioni sui fondi Fsc per il Ponte?
«I rapporti, politici e personali, sono ottimi. Gli interventi progettati dal ministero di Salvini per la Sicilia sono imponenti, con l'obiettivo di creare importanti infrastrutture, dal Ponte a tutto ciò che vi è connesso. Non credo ci possano essere intralci. La volontà è di confronto, è quotidiana ed è molto positiva».
La Lega sventola il totem del Ponte per far inghiottire ai siciliani l’amara medicina dell’autonomia differenziata che li penalizzerà?
«Intanto la Sicilia è già una Regione autonoma e siamo già in vantaggio su questo… Ma la l’autonomia siciliana non ha dato grande risposte fino a oggi e quindi va migliorata. Posso capire una Regione che va bene, dà servizi e porta a dire “a me sta bene quello che ho oggi”, ma laddove la centralità non ha dato queste risposte come si fa a difenderla? Giri questa domanda al Pd, che in alcune regioni aveva dato il suo assenso e oggi vedono l’autonomia differenziata come una bestia nera. E il Ponte, in questo contesto, è la visione di insieme che noi abbiamo: la rinascita in Sicilia si fa con le grandi infrastrutture e con tutto ciò che scaturisce da esse. Il Sud per noi è determinante, perché se l'Italia vuole rimanere in quel G7 che organizzeremo a breve ed essere forte, lo può fare solo se avremo tutte le regioni forti. Cambiando anche il paradigma nel rapporto con i fondi Ue e Pnrr: non pensare più al “dobbiamo spendere i soldi”, ma al “come investiamo quei soldi”».
Salvini l’ha mandata qui per pacificare la faida fra le due Leghe di Sicilia?
«Il mio è un commissariamento positivo, io non ho volontà belliche, né punitive. Dovrò rasserenare un po' gli animi, costruire un percorso per la campagna delle Europee e una lista più forte possibile per dare un risultato importante e continuare il lavoro nel governo regionale. Ma non ci sono due Leghe, glielo assicuro».
Forse anche più di due: i vecchi leghisti contro i nuovi, i favorevoli all’accordo con l’Mpa e i nemici di Lombardo. E la lista potrebbe continuare…
«Ripeto: non vedo due gruppi, né vecchi e nuovi, ma una sana competizione per le Europee, dove avremo l’uscente Annalisa Tardino come capolista. Dire che ci sono due Leghe è stupido, banale e lo fa chi non ha visione del partito: la Lega è un partito forte, unito, con una classe dirigente di qualità che governa molto bene alla Regione Siciliana, costruendo una filiera importante con il governo nazionale».
Il trapianto dell'organo autonomista ha creato una parziale crisi di rigetto: l’intergruppo all’Ars è stato boicottato. Resta solo un’alleanza elettorale per accaparrarsi i voti di Lombardo?
«Io credo che il patto federativo con Lombardo, come altri che stiamo attivando in tutta Italia, ci serve per avvicinare altri contesti. L'intergruppo è una cosa sana e saggia: si farà sui temi che ci uniscono per portarli avanti con più forza».
Perché, dopo avervi mollato la prima volta, Lombardo non dovrebbe farlo di nuovo?
«Io non credo che ci siano tradimenti in politica, ritengo invece che Lombardo sia una grande risorsa non solo per il partito e per la Sicilia, ma per l’intero Paese».
Lo sfondamento al centro della Lega in corso a Roma ha una forte matrice siciliana. Lei è di origini venete e di Dc se ne intende…
«Infatti i miei nonni erano democristiani! Scherzi a parte: c’è un dialogo con l’Udc di Cesa, con l’ingresso di un altro eurodeputato centrista, Patricelli, in un percorso che va oltre le Europee».
Ma non rischiate di scoprirvi a destra, trascurando magari una parte di elettorato per il quale Meloni sull’Europa è troppo “moderata”?
«Nessun rischio. Siamo aperti ai moderati, ma anche alla destra. Ciò che ci accomuna è la volontà di cambiamento dell’Europa. Noi a Bruxelles non staremo mai con la sinistra del Pse, ma vogliamo costruire una formula di governo che sarebbe un cambiamento storico, epocale».
A proposito di Europa: Salvini cavalca la protesta dei trattori, con il solito giochetto della Lega “di lotta e di governo”. Ma l’agricoltura, che nel governo nazionale è gestita dal meloniano Lollobrigida, in Sicilia è affidata al vostro assessore Sammartino…
«Intanto va chiarito che la protesta è rivolta alle scelte dell’Europa. Detto questo, e precisato che Lollobrigida sta facendo tanto così come il nostro Sammartino in Sicilia, la vera battaglia che ci accomuna tutti è quella in Europa che è distratta da altri meccanismi, che noi combattiamo e che vorremmo espellere da questo Parlamento europeo per dare delle risposte concrete non solo agli agricoltori, ma a tutto il tessuto sociale ed economico italiano»
Visto che parliamo di agricoltura: il suo incarico di commissario regionale della Lega ha una data di scadenza come le mozzarelle?
«Il mio sarà un periodo transitorio che porta alla campagna elettorale e poi, magari dopo l’estate prossima si arriverà al congresso regionale. Credo che il partito si autodeterminerà nel miglior modo possibile sul territorio siciliano».
Sceglierà una squadra di persone che l’aiuteranno in questi mesi?
«Assolutamente sì».