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"La mafia a Capaci non esiste": M5S chiede dimissioni di un consigliere comunale

Gli eurodeputati grillini Giarrusso e Pignedoli hanno chiesto le dimissioni del consigliere comunale Salvo Luna, ex maresciallo de carabinieri per un intervento fatto nel corso del Consiglio comunale

Di Redazione

Polemiche in Consiglio comunale a Capaci (Pa) a pochi giorni dalla commemorazione per i 30 anni dalla strage in cui, proprio nel comune del palermitano, il 23 maggio del 1992, morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Dino Giarrusso e Sabrina Pignedoli hanno chiesto le dimissioni del consigliere comunale Salvo Luna, ex maresciallo de carabinieri che nel corso di un intervento avrebbe detto che «la mafia a Capaci non esiste».. 
 «Mancano pochi giorni alla commemorazione della strage di Capaci - hanno detto i due esponenti del M5S- e abbiamo assistito a un atto inqualificabile che si è consumato proprio a Capaci, durante una seduta del consiglio comunale. Il sindaco, Pietro Puccio, ha dato la parola al consigliere Salvatore Luna, ex maresciallo dei carabinieri, che ha dichiarato: 'La mafia qualcuno dice che c'è? Che la trovassè». "Dopo la strage del 1992, - hanno proseguito - il comune di Capaci è stato sciolto per mafia. Il consigliere Luna, che ha lavorato per molti anni nelle forze dell’ordine e che da tempo è in politica, dovrebbe sapere che la mafia c'è anche quando non si vede o si fa finta di non vederla. Le sue parole, che invitano a trovare i mafiosi a Capaci, suonano come una sfida». Per il consigliere si tratta di una banale strumentalizzazione. "Contesto categoricamente la maniera con cui sono state interpretate le mie dichiarazioni. - ha spiegato - Durante il mio intervento in Consiglio comunale, in un contesto di carattere generale, ho dichiarato che: 'Capaci è un paese di persone per benè. Il mio era un invito affinché gli organi preposti, magistrati e forze di polizia, si adoperassero e continuassero nel lavoro finora svolto. Le mie dichiarazioni sono state strumentalizzate. Ritengo però che non sia corretto etichettare Capaci come comunità vicina alla mafia». (ANSA). 
 

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