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Politica

«Musumeci sciolga DiventeràBellissima»: così Castiglione lancia la "Cosa col pizzo"

L’ex sottosegretario invita il presidente della Regione e leader di DB ad elaborare un progetto ambizioso per la Sicilia

Di Mario Barresi

«Eh sì, ci vuole proprio una strambata». Nello Musumeci - se non ora, quando? - dovrebbe fare una brusca virata sottovento. Ovvero: «Sciolga DiventeràBellissima ed elabori un progetto ambizioso per la Sicilia, fatto non di luoghi comuni ma di sfide e contenuti precisi». Il consiglio “velistico” arriva da Giuseppe Castiglione. L’ex sottosegretario, oggi ascoltato esponente di Forza Italia, dopo un lungo silenzio torna a parlare di politica con La Sicilia. E a Musumeci, che è «forte della sua invidiabile esperienza di governo nazionale e regionale», suggerisce di rottamare il suo movimento, «brillante intuizione, che però non ha completato il proprio ciclo evolutivo: ha svolto un mero sostegno all’uomo di governo, senza diventare quel serbatoio di idee e iniziative che caratterizza i grandi movimenti politici».

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Castiglione ha in testa due esempi pratici («Zaia in Veneto per il centrodestra e Bonaccini in Emilia-Romagna per il centrosinistra hanno prima costruito il progetto e poi cercato le alleanze»), ma soprattutto un orizzonte: «Nello coinvolga la classe dirigente siciliana nella composizione di un polo popolare, democratico, solidale, verde e sostenibile, rappresentando chi oggi non si rispecchia nei partiti nazionali, e avvi un dibattito in cui sia la Sicilia a vincere». Col «confronto con i leader nazionali, per parlare di contenuti e non di caselle da assegnare».
Si fa presto a dire contenuti. Quali? Castiglione parte a raffica, il taccuino non riesce a contenere tutto. «Musumeci apra un grande confronto sull’utilizzo della programmazione Ue 2021/27. Perché questo silenzio? Chi sta sta scrivendo in questo momento le linee strategiche dello sviluppo della nostra Isola? Immaginiamo di poter utilizzare l’enorme mole di risorse con l’attuale struttura burocratica della Regione?». Ed ecco le priorità. Come «la sostenibilità». Partendo, ad esempio, da «una nuova politica ambientale e forestale», ispirata «dall’ultimo rapporto Ippcc sui cambiamenti climatici: ci vogliono scelte drastiche per arginare gli eventi estremi, le ondate di calore, gli incendi, gli invasi a secco, la desertificazione». In questo contesto bisogna anche «raccogliere l’appello di Coldiretti che prefigura una nuova guerra fra il food e il feed, conciliando con una precisa pianificazione gli investimenti sostenibili nel fotovoltaico con il nostro patrimonio agricolo». Sull’energia, scandisce Castiglione,  «la Regione dovrebbe accompagnare gli imprenditori sani, che non credono più nei sussidi ma vorrebbero investire sulle rinnovabili, con procedure trasparenti e interlocuzioni autorevoli».  E naturalmente i rifiuti. «Non può passare in sordina la denuncia di Fava, presidente dell’Antimafia regionale, sull’incendio negli impianti di Kalat Ambiente, evento non casuale che pare rispondere a logiche di interessi poco nobili, contrastanti con lo sviluppo di una piattaforma pubblica». Poi «l’economia del mare», visto che il Recovery «destina risorse importanti sulla portualità, ma richiede precise strategie di sviluppo digitale e sostenibile», con il “modello Palermo”, «grazie alla competenza e alla dedizione di un manager come Pasqualino Monti» Infine, un riferimento al welfare: «Sul reddito di cittadinanza non si può buttare il bambino con l’acqua sporca, va studiato un sistema, che passa anche dalle Regioni, di sostegno alle fasce deboli senza il boomerang dell’assistenzialismo fin e a se stesso». Ma la “Cosa col Pizzo” dove può fare tutto ciò? E, soprattutto, con chi? Per Castiglione la collocazione ideale del movimento 4.0 di Musumeci  è  nell’area moderata, oggi affollata da «piccoli contenitori che richiamano i fasti di partiti oggi non più esistenti , oppure uniscono tutti in un fantomatico centro senza connotazione politica, ma con tanti bomber che segnavano a raffica in altre stagioni politiche».


 Quella del governatore  sarebbe anche la migliore risposta alla «logica del calciomercato, con cambi di casacca dei titolari e riserve in attesa di ingaggio». Per Castiglione è superata «la logica per cui era più importante il contenuto che il contenitore», quella del 61-0 «frutto di un brillante Miccichè e di un grande federatore come Berlusconi». Oggi, scandisce, «bisogna superare le rivendicazioni di vanta risultati elettorali» e «aggregare sulle idee». E il pensiero va al colpaccio di Matteo Salvini, che ha assoldato Luca Sammartino nella Lega. «Non concordo con il mio grande amico Sammartino, folgorato sulla via di Pontida, nell’intento di volere costruire il Partito della Nazione. C’era un altro Matteo che voleva farlo, ma non gli è andata bene». E adesso «Luca, che io stimo molto, ottimo organizzatore, avendo già trascorso dieci anni in Ars, di cui cinque vissuti in maggioranza e  altrettanti da presidente della commissione Lavoro, in questa sua nuova collocazione politica ora fornisca qualche idea in più al Capitano, impantanato nella semplice rivendicazione della presidenza della Regione». 
Twitter: @MarioBarresi

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