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Abusivismo, l'Ars dice sì alla sanatoria ma è bufera: maggioranza "spaccata"

La norma passa per un solo voto ed è relativa alle zone ad inedificabilità relativa. Opposizioni all'attacco

Di Redazione

Sì alla sanatoria e all'Ars è bagarre con la maggioranza spaccata e l'opposizione all'attacco. L’Assemblea regionale siciliana ha infatti approvato un emendamento che di fatto attiva una sanatoria edilizia per le costruzioni realizzate dove esiste un vincolo di inedificabilità relativa e non assoluta. Il testo ha avuto il via libera con un solo voto di scarto 19 favorevoli e 18 contrari, nonostante una spaccatura nella maggioranza con diversi deputati che non hanno votato e con due voti arrivati dagli ex grillini di Attiva Sicilia Angela Foti e Sergio Tancredi. Mentre Pd, M5s e Claudio Fava hanno votato contro, si sono invece astenuti la presidente della commissione Ambiente, Giusi Savarino di Diventerà bellissima e Danilo Lo Giudice (Gruppo misto). 
Durissima la reazione delle opposizioni al provvedimento approvato.  «Oggi si è consumata - ha detto Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd - la pagina peggiore di questa legislatura. Nonostante gli appelli dell’opposizione, il governo Musumeci, in particolare l'assessore Cordaro con il centrodestra e tutte le sue stampelle, è riuscito ad approvare il condono previsto all’articolo 20 del testo. Una vergogna assoluta».  
Stessi toni quelli usati dai grillini. «Il nostro emendamento che bocciava il condono edilizio - dice il deputato del M5s all’Ars, Giampiero Trizzino, responsabile delle politiche ambientali del M5s  Sicilia - non è passato per un solo voto. L’aggressione al paesaggio di questa norma, che estende gli effetti del terzo condono di berlusconiana memoria, alle aree a vincolo relativo, è inaccettabile. Con questa norma il governo Musumeci, quello degli inceneritori, si conferma sempre di più nemico giurato dell’ambiente Attendiamo il voto finale dell’aula, nella speranza che i deputati più avveduti capiscano il pericolo insito in questa norma». 
Il governo, però, difende la sua scelta e la sua linea. «Non si tratta - dice l'assessore regionale al Territorio, Toto Cordaro - di sanatoria. Questa norma ripristina la certezza del diritto assente in Sicilia da oltre 20 anni in tema di edilizia in ragione della mancata attuazione della legge regionale 326 del 2003. Sanatoria è quando l'approvazione di una norma determina l'automatica regolarizzazione, nel caso dell'articolo 20 si tratta di vincoli relativi, e quindi il cittadino per poter sanare la sua situazione deve chiedere e ottenere il parere favorevole degli enti preposti al controllo. Il governo Musumeci, per legge, sta facendo quello che in maniera inappropriata ha fatto il governo Crocetta attraverso due circolari,  prima dell'assessore e vicepresidente Mariella Lo Bello, e poi dell'assessore al Territorio pro tempore Maurizio Croce. Sono fiducioso sul fatto che la legge non verrà impugnata dal Consiglio dei Ministri, ma se ciò dovesse malauguratamente accadere finalmente costringeremo la Corte Costituzionale ad esprimersi attraverso principi di diritto definitivi sul punto».

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