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Ancora un riconferma per Conte alla guida del M5S: inizia la fase due

Come già ampiamente preannunciato, anche questa votazione sarà però oggetto di nuove controffensive legali di alcuni attivisti rappresentati dall’avvocato Lorenzo Borrè

Di Redazione

Giuseppe Conte sarà "rincoronato" dagli iscritti al vertice del Movimento 5 Stelle. Il dato, al di là dei numeri della votazione, è scontato e consentirà all’ex premier di avviare la fase 2 del Movimento. Il leader pentastellato ha chiesto una riconferma «netta» sul suo nome per far ripartire la sua forza politica imbrigliata dalle controversie legali e, per male che vada il computo finale dei voti, il dato ufficiale suggellerà una larga maggioranza a suo favore. Il Presidente aveva chiesto un voto non risicato: «non mi interessa prendere il 50,1% dei voti». Se così fosse «sarei il primo a fare un passo indietro» aveva avvertito alla vigilia della consultazione.

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Ma attenzione: Conte non si riferiva all’affluenza, tengono a chiarire i vertici 5S. «Quello è un traguardo difficilissimo, avete frainteso le sue parole: non si riferiva mica al quorum, si riferiva al numero dei sì alla sua conferma» si spiega ai piani alti del Movimento dove tuttavia, a consultazione ancora in corso, prevaleva un caldo ottimismo. Già a qualche ora dalla chiusura dei seggi, il «quorum» virtuale della metà dei votanti abilitati al voto era un traguardo acquisito (così come già alto era il numero dei votanti: oltre 50 mila). Nonostante il divieto a partecipare degli iscritti da meno di sei mesi, è comunque aumentato il numero dei 5 Stelle ammessi al voto (circa 5 mila in più) e questo rende più difficile la comparazione con le precedenti votazioni, sia quella del 10 marzo sia quella sul suo nome della scorsa estate. Quando, cioè, venne «acclamato» con un 92,8%, dei 67.064 votanti, che gli aveva detto sì. «L'importante è che ci sia una investitura forte e chiara, che ci sia partecipazione e un chiaro segnale: non è che dobbiamo ripetere o superare il precedente quorum o numero dei votanti» aveva messo in chiaro lo stesso Conte quando aveva riunito in plenaria i Comitati politici e tematici del Movimento. Anche questo meeting è un chiaro segnale interno verso la ripartenza, dopo il segnale dato invece alla base con l’apertura della questione sull'amento delle risorse per le spese militari. Una sferzata alla maggioranza che in molti, tra gli avversari politici interni ed esterni, hanno letto come una manovra per motivare la base e farla votare.

Anche se c'è chi contesta: «Mi auguro che questa sia l’ultima volta che il popolo del Movimento venga chiamato ad esprimersi per avallare o meno scelte prese altrove, a nomine calate dall’alto» protesta l’eurodeputato Dino Giarrusso. Come già ampiamente preannunciato, anche questa votazione sarà però oggetto di nuove controffensive legali di alcuni attivisti rappresentati dall’avvocato Lorenzo Borrè che già mercoledì sarà a Napoli per raccogliere le firme di quanti sono pronti ad impugnare tutte le ultime delibere assembleari. Sono un centinaio gli attivisti partenopei che sosterranno i ricorrenti che impugneranno le delibere in prima persona. «Borrè? Probabilmente farà un altro ricorso ma è stato seguito un iter giuridico assolutamente rigoroso», assicura il vicepresidente 5s Riccardo Ricciardi mentre non dovrebbero arrivare novità di rilievo dalla prossima pronuncia nel «merito" del Tribunale di Napoli prevista per il 5 aprile, dove dovrebbero essere semplicemente fissati alcuni i termini proced

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