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Politica

Aumenti a raffica a Palermo per evitare il dissesto: salgono Irpef, Tari e tariffe

Il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore al Bilancio Sergio Marino, hanno presentato nella sede di Palazzo delle Aquile la delibera approvata sabato scorso

Di Redazione

Il raddoppio dell’Irpef allo 0,8% e altri aumenti progressivi fino all’1,4%, incremento di tutte le tasse partire dalla Tari, delle rette e degli impianti sportivi. Ma anche la vendita della società di gestione dell’aeroporto, il dimezzamento delle circoscrizioni e lo smantellamento della macchina comunale con i dipendenti che saranno 1.000 in meno di oggi. Ed ancora biglietto di ingresso di 5 euro per entrare allo Spasimo e vendita della Gesap, società che gestisce l’aeroporto di Palermo. 

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Il piano di riequilibrio che il sindaco Leoluca Orlando ha fatto approvare dalla giunta sabato notte per evitare il dissesto del comune di Palermo è durissimo. Aumenteranno i costi anche per gli ingressi alla piscina comunale, le multe su Ztl e autovelox. Infine, è prevista la vendita della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Falcone e Borsellino, dal 2025. 

Orlando, e l’assessore comunale al Bilancio, Sergio Marino, hanno presentato oggi pomeriggio nella sede di Palazzo delle Aquile la delibera approvata sabato scorso. Il documento è stato già sottoposto al parere del collegio dei revisori che dovrà esprimersi in merito e al contempo è stato trasmesso a Sala delle Lapidi affinché possa procedere all’esame. "Il Comune di Palermo, come tutti i comuni siciliani e altre città metropolitane italiane, vive una serie di difficoltà legate al sistema di riscossione dei tributi", ha ricordato il primo cittadino. Il governo e il Parlamento, nel decreto fiscale ormai definitivamente approvato, hanno previsto per i soli Comuni siciliani un intervento finanziario per il 2021. "Si resta in attesa della legge del bilancio 2022 di ulteriori risorse tanto a sostegno dei comuni siciliani - ha spiegato Orlando - quanto a sostegno di alcune città metropolitane come Torino, Napoli, Reggio Calabria e Palermo". Per queste città è previsto un finanziamento fino al 2042, che coprirebbe l’intero periodo cui fa riferimento il piano di riequilibrio del Comune di Palermo. Il documento tiene conto della posizione del governo nazionale volta il più possibile a evitare il dissesto di comuni siciliani e di alcuni comuni capoluogo di città metropolitana. Nella sua parte più significativa interviene con atti regolamentari finalizzati ad aumentare l’efficienza della struttura comunale e a garantire un costante adempimento della previsione del piano, il cui andamento, una volta approvato dal Consiglio comunale, sarà oggetto di "continue verifiche da parte della stessa amministrazione comunale e da parte della Corte dei Conti che controllerà l’andamento delle azioni correttive eventualmente stabilendo modifiche".  

 

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