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Politica

Ballottaggi, ora una settimana di passione in Sicilia: le sfide per la poltrona di sindaco

Alle uren il 24 e il 25. Ad Adrano resta in campo il candidato minacciato. A Vittoria Aiello contro tutti. Pd-M5S puntano su Favara e San Cataldo. Centrodestra: derby agrigentino. Primo round a Misterbianco

Di Mario Barresi

Il fronte più caldo dei ballottaggi siciliani è Adrano. Qui lo scontro politico sbava nelle minacce ricevute da un candidato, Carmelo Pellegriti, in una chat. Due denunciati e una pioggia di solidarietà (compresi Matteo Salvini e Nello Musumeci) al candidato di centrodestra, sostenuto da FdI, Udc e civiche, fra cui il Quadrifoglio del leghista Luca Sammartino. Si vocifera pure di un ritiro di Pellegriti, che al primo turno ha incassato quasi 2mila voti in più dello sfidante Fabio Mancuso, ex sindaco e deputato regionale, appoggiato da liste civiche, centriste e autonomiste. Ma in serata il candidato minacciato scioglie la riserva: «Non mi scoraggio, la mia determinazione aumenta. Ho il dovere di continuare e di vincere».  

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Negli altri sette comuni al voto domenica e lunedì prossimi, sale l’ansia da vigilia. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd, fiuta «lo stesso vento favorevole» delle grandi città d’Italia e aspetta l’ex ministro Francesco Boccia per un mini-tour. La sfida più importante si gioca a Vittoria, dove Ciccio Aiello ha sfiorato il 40% che lo avrebbe incoronato sindaco per la settima volta. Ma ora ricomincia un’altra partita. In cui il vecchio leone ex comunista e autonomista rivede la vittoria a un passo, ma deve guardarsi dal meloniano Salvo Sallemi. Qui, però, il M5S (timidi tentativi dei big giallorossi) non si schiera con Aiello. Che a questo punto rischia l’effetto-referendum: sì o no al suo ritorno.

L’asse Pd-M5S punta molto su Favara. Qui c’è stato l’exploit dell’ex segretario di Rifondazione comunista, Antonio Palumbo: 37% con 7.541 voti, quasi 5mila più delle sue liste. Se la vedrà con Salvatore Montaperto (Fdi, DiventeràBellissima, Udc, Autonomisti), che ha vinto il derby di centrodestra con Giuseppe Infurna, appoggiato da Forza Italia, Lega e dalla Nuova Dc, la lista più votata. Nessuna alleanza “naturale” - anzi: un certo astio fra Totò Cuffaro e la musumeciana Giusi Savarino - e l’ipotesi di un “fuoco amico”. Montaperto ha designato una consigliera salviniana, Anna Barba, fra gli assessori. «Scelta a titolo personale», il gelido commento di Nino Minardo, segretario della Lega.

Nel resto dell’Agrigentino il centrosinistra non tocca palla. A Canicattì si confrontano Vincenzo Corbo (vicino al lombardiano Roberto Di Mauro) e Cesare Sciabarrà, sostenuto da FdI e da Onda, il movimento del leghista Carmelo Pullara. La Porto Empedocle “degrillinizzata” è contesa da Calogero Martello (Forza Italia e civiche) e Salvo Iacono, vicino al centrodestra.

Le altre speranze giallorosse sono riposte su San Cataldo, dove il 5stelle Gioacchino Comparato (apparentato con una civica) deve guardarsi dalla ricomposizione, seppur non ufficiale, del centrodestra su Claudio Vassallo, appoggiato al primo turno da FdI e Lega. Ma l’alleanza Pd-M5S spera anche nella remuntada a Lentini sull’uscente Saverio Bosco, civico vicino a Italia Viva, con il dem Rosario Lo Faro. Attardato di mille voti, ma con l’apparentamento di una delle liste di Francesca Reale, sostenuta da DiventeràBellissima (che non s’è schierata) e Mpa. E restano distanti gli ex coniugi rivali, entrambi fuori dal ballottaggio, che sommando i voti presi al primo turno sarebbero arrivati al  33%. Perché se Reale si schiera con Lo Faro (ritenuto «più affidabile, moderato, responsabile e soprattutto capace di coniugare l'etica con la politica»), Stefano Battiato, di area Forza Italia, pur prendendo le distanze dagli sfidanti, «troppo lontani entrambi dalla nostra idea di città e di politica», potrebbe essere tentato da Bosco, sopratutto alla luce del nuovo scenario regionale di “Forza Italia Viva”. Il cartellone si chiude con Rosolini: il civico Giovanni Spadola parte con appena 41 voti di vantaggio su Tino Di Rosolini del centrodestra.

Ma domenica i riflettori dei partiti siciliani saranno puntati anche su Misterbianco, dove (in un un’unica giornata, dalle 7 alle 23) c’è il primo turno di un match delicato e combattuto. Alle urne anche altri due comuni sciolti per mafia nel Palermitano: Torretta e Mezzojuso.

Twitter: @MarioBarresi   

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