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Calogero Pisano, il candidato di FdI di Agrigento che inneggiava a Hitler, Meloni lo silura: «Sospeso dal partito»

In alcuni post su Facebook parole di apprezzamento per il furher. Lui: «Mi scuso, erano contenuti indegni». Ma il partito non lo perdona: «Non ci rappresenta più, non può utilizzare il simbolo»

Di Fabio Russello

E' bufera sul candidato nell'uninominale ad Agrigento alla Camera dei deputati, Calogero Pisano che è anche vice capo di gabinetto dell'assessore regionale Manlio Messina. Repubblica.it ha infatti pubblicato alcuni post del 2016 nei quali Pisano inneggiava a Hitler. Contenuti imbarazzanti che peraltro anche di recente, pur non con questi toni, hanno visto Pisano postare regolarmente e con accenti molto critici nei confronti dei migranti sottolineando con impressionante solerzia qualunque notizia di cronaca che avesse come protagonista uno straniero.

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Calogero PIsano è comunque a tutt'oggi uno dei leader politici locali di maggiore influenza avendo indicato assessori sia nel Comune di Agrigento ma anche sottogoverni di "peso". 

 

Ma stavolta anche per Fratelli d'Italia è troppo: «Calogero Pisano è sospeso con effetto immediato da Fratelli d’Italia. È sollevato da ogni incarico di partito, a partire da quello di coordinatore provinciale di Agrigento e di componente della Direzione nazionale. Da questo momento in poi Pisano non rappresenta più FdI a ogni livello e a lui viene inibito anche l’utilizzo del simbolo. È deferito al collegio di garanzia del partito per ogni ulteriore decisione».

Lui intanto in un post su Facebook fa mea culpa: «Anni fa ho scritto cose profondamente sbagliate, chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso da quei post che a distanza di anni giudico indegni».

 

 

Pisano è stato (quasi) scaricato anche da Manlio Messina che all'Agi ha detto: «Non posso crederci, Lillo è una persona mite e se fosse davvero filonazista non lo avrei mai preso con me. E' una persona mite e non posso credere a quello che lei mi sta dicendo, gli hanno sicuramente clonato il profilo».

La polemica è però aspra: «È inaccettabile l’idea che nel prossimo Parlamento possa sedere chi inneggia a Hitler. L’ho detto in riferimento a un candidato di un altro partito e lo ripeto qui: non può esserci spazio per chi legittima l’odio» ha scritto in un tweet la presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello.

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