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Politica

Catania, le voci sull'addio di Pogliese scatenano il toto-nomi: ecco chi c'è in lizza per la poltrona di sindaco

Di Mario Barresi

Basta davvero poco. Un chiacchiericcio intenso sulle imminenti dimissioni di Salvo Pogliese, magari per far andare Catania al voto a giugno. E sotto il Vulcano si scatenano i sogni - o gli incubi, a seconda del punto di vista - elettorali. Con effetto sulle Regionali, costringendo il centrodestra (e anche l’asse Pd-M5S) a inserire sul tavolo delle trattative anche Catania.

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Cosa cambierebbe? La Lega non ha mai fatto mistero di ambire a Palazzo degli Elefanti con la senatrice Valeria Sudano, sempre schietta nel confessare allo stesso Pogliese di farci un pensierino «ma soltanto se non ci sei tu». Un test per il progetto, moderato e civico, di “Prima l’Italia”, ma in potenziale conflitto con le ambizioni di Nino Minardo a Palazzo d’Orléans, rafforzando le quotazioni di Nello Musumeci, in ottimi rapporti con il meloniano Pogliese. Ma nessuno dei due appoggerebbe la candidata di Luca Sammartino; e la Lega non cambierebbe idea sul  no al bis del governatore. Ognuno magari resterebbe per conto proprio, aprendo nel centrodestra un effetto-Palermo. E altri papabili: magari non più il musumeciano Ruggero Razza (accarezzato dall’idea fino a poco tempo fa), ma di certo qualcuno nell’Mna di Raffaele Lombardo. Che, con Gaetano Tafuri fuori gioco, pensa, più che ad Antonio Scavone, a «un esponente della società civile, magari donna». Pure la Forza Italia di Marco Falcone direbbe la sua, con Giuseppe Castiglione fra i potenziali interessati. E FdI punterebbe su Manlio Messina?

Anche nel centrosinistra si gioca al toto-sindaco. Naturale ipotizzare il gran ritorno di Enzo Bianco, che però - avvertono dal Pd - avrebbe le stesse condizioni di partenza di Pogliese nel 2018: un processo pendente, con lo spettro della Severino. Alternative? Una di prestigio è l’ex sottosegretario Giuseppe Berretta, ma insistenti rumors dem tradiscono un certo interesse di Anthony Barbagallo. Già sindaco di Pedara, il segretario regionale del Pd è l’unico parlamentare etneo fra Palermo e Roma. Ed è in ottimi rapporti col M5S, che a Catania potrebbe schierare la deputata regionale Gianina Ciancio (gradita anche Claudio Fava), o l’eurodeputato Dino Giarrusso.

Infine, l’immancabile tentazione civica. Con due nomi, seppur sconfitti in passato, sempre nel cuore del centrosinistra: Maurizio Caserta ed Emiliano Abramo. Senza dimenticare il movimentismo civico-liberale di Antonio Fiumefreddo. Ma la fantasia, sotto l’Etna, è in ebollizione. E, fra manager affidabili e donne dal forte appeal, la lista è  lunga. Quanto inutile, almeno fino al 2023.

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