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Come può una partita di calcio far sbandare la macchina elettorale: e cosa rischiano i presidenti ”disertori”

La concomitanza dell'Election Day e del play off di Serie C all'origine dei problemi nelle sezxioni del capoluogo

Di Redazione

Può una partita di calcio fare sbandare pericolosamente la macchina elettorale tanto da far gridare allo scandalo e al voto falsato? A quanto pare, sì. In Italia può succedere. L'incredibile forfait dei presidenti di seggio a Palermo (170 quelli che hanno rinunciato negli ultimi due giorni) che ha fatto slittare l'apertura di alcune sezioni elettorali al primo pomeriggio sarebbe stata provocata dalla rinuncia da parte di soggetti nominati a svolgere la funzione di presidenti del seggio a causa della concomitante finale, che si terrà questa sera allo stadio "Renzo Barbera", della partita di calcio per la finale di Play off di serie C con il Padova per la promozione in B, appuntamento per il quale è previsto il pienone con oltre 34mila spettatori. 

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 Molti esponenti politici, in particolare il leader leghista Matteo Salvini, ma anche i candidati nella città, hanno chiesto in mattinata l’intervento delle autorità giudiziarie, a cui peraltro l’amministrazione comunale avrebbe già inviato gli atti. 

 La Procura di Palermo valuterà le segnalazioni che sono state inviate dal Comune. I reati che potrebbero prospettarsi vanno dall’interruzione di pubblico servizio (reato punibile con la reclusione da sei mesi a un anno)  al rifiuto di atti d’ufficio (in questo caso il reato è punibile con la reclusione da sei mesi a due anni). Reati che sarebbero stati commessi da quei presidenti designati che hanno rinunciato (per andare a vedere la partita) e non hanno comunicato la defezione nei tempi e nei modi previsti.

Sono diversi i seggi rimasti chiusi e che alla fine sono stati accorpati ad altri. Gli inquirenti dovranno accertare se la decisione di non presentarsi presa da alcuni presidenti, che dopo la nomina assumono la qualifica di pubblico ufficiale, sia stata adeguatamente motivata e i termini entro i quali l’abbiano comunicata.

Sul caos seggi indagherà il pool di pm coordinato dall’aggiunto Sergio Demontis. In particolare gli investigatori dovranno accertare quante rinunce siano state comunicate, seppure a ridosso delle operazioni di voto, e se siano state motivate adeguatamente e quanti presidenti incaricati abbiano invece dato forfait senza alcuna comunicazione. 
 Secondo quanto si apprende ad aggravare la situazione sarebbe stato l’attacco hacker subito dal Comune di Palermo nei giorni scorsi che avrebbe mandato in tilt anche la ricezione delle mail via pec. Alcuni presidenti incaricati avrebbero infatti comunicato la rinuncia per tempo, ma l’email non sarebbe arrivata al Comune. 

«Con la partita decisiva per la promozione del Palermo - dicono alcuni rappresentanti di lista - era assolutamente prevedibile cosa sarebbe accaduto, ma la Prefettura non solo ha provveduto, ma neppure ha pensato a un piano b». 

La concomitanza con le elezioni aveva suggerito la possibilità di un rinvio della partita, anche a causa delle previste defezioni da parte di molti tifosi pronti a rinunciare alla nomina a scrutatore o presidente di seggio pur di non perdere l’occasione di assistere all’incontro e festeggiare la promozione, ma la Prefettura aveva deciso di confermare la data dell’evento sportivo.

E per questo ora sono in tanti a chiedere conto e ragione alla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese per non aver previsto che la partita di calcio del Palermo avrebbe generato il caos ai seggi sebbene fosse stata avvertita e per non aver garantito il diritto di voto a tutti. Alcuni chiedono anche le sue dimissioni.

 

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