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Comunali, ex ministro Boccia a Caltagirone: «Qui la riprova dei danni delle destre»

Il deputato Pd e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale, è intervenuto nella città calatina a Tvr Xenon insieme a Fabio Boccuzzo, candidato sindaco, e Anthony Barbagallo, segretario regionale Pd Sicilia

Di Redazione

«A Caltagirone, come già fatto con successo a Termini Imerese, il Partito democratico ha unito il centrosinistra in vista delle prossime amministrative in coalizione con il M5S, sostenendo la candidatura a sindaco di Fabio Boccuzzo, candidato civico ma cresciuto nel perimetro del centrosinistra progressista, riformista e europeista. Dall’altro lato ci sono tre destre diverse, divise, che litigano tra loro con diversi candidati sindaci che si accusano tra loro e fanno continuamente danni al territorio». Così Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale, intervenendo a Caltagirone a Tvr Xenon insieme a Fabio Boccuzzo, candidato sindaco, e Anthony Barbagallo, segretario regionale Pd Sicilia. 

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«La Sicilia e Caltagirone - aggiunge - sono la riprova dei danni delle destre: città bellissima, centro storico è patrimonio Unesco, ma oggi è piena di debiti e travolta dallo spopolamento. Ripartiamo dalle necessità che vivono ancora oggi le aree interne, soprattutto al sud, per dare certezze alle nuove generazioni, alle imprese che vogliono investire, con trasporti adeguati ad una Regione come la Sicilia, con il digitale che arriva in ogni borgo, con scuola e sanità pubblica completamente riformate grazie alle risorse del Recovery plan. Per fare questo servono istituzioni locali e regionali all’altezza delle sfide e dei doveri che abbiamo davanti». 
 «A Caltagirone, come si è visto in questi cinque anni con il sindaco uscente di destra che non si ricandida, così come nella Regione autonoma siciliana, non si fanno le battaglie che contano sul futuro dei siciliani. Per questo - conclude Boccia - la coalizione di Caltagirone sul modello di Termini Imerese grazie al Pd fa propria la battaglia sui livelli essenziali delle prestazioni (Lep) su trasporti, assistenza, sanità e scuola. Questa battaglia per le Regioni a statuto ordinario inciderà sulla quota di investimenti pubblici e sulla perequazione anche nelle Regioni a statuto speciale, a partire dalla Sicilia. Ma qui tutto tace. Quando prevale l’interesse collettivo, e non gli interessi di parte, vince sempre la politica». 
 

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