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Comunali, Miccichè soddisfatto: «Stamattina mi hanno svegliato con lo champagne»

Il presidente dell'Ars e numero uno di Forza Italia in Sicilia commenta i risultati sui dieci sindaci eletti nel suo partito

Di Redazione

«Stamattina non mi hanno svegliato con un caffè, ma con un calice di champagne, perché abbiamo preso dieci sindaci su quaranta in Sicilia, un risultato di questo genere non era minimamente atteso. Nei comuni con oltre 15mila abitanti, con la lista di Forza Italia, abbiamo risultati come il 17% di Porto Empedocle, il 15% di Favara l’11% di Canicattì, il 9,5% di San Cataldo, 7,5% di Alcamo, con questi numeri siamo più che soddisfatti». Lo ha detto Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e numero uno di Forza Italia in Sicilia, ai giornalisti a margine della presentazione delle giornate Fai d’autunno 2021 all’Ars. 

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«Su Palermo abbiamo aspettato queste amministrative, mi permetterei ancora qualche giorno di attesa, ci sono ancora contatti ed incontri romani. Certo, il tempo è importante sono d’accordissimo, guardate le elezioni amministrative del resto d’Italia, quello che vince è un candidato che ha potuto conoscere ed incontrare la gente, che ha potuto presentare per tempo le proprie proposte. I candidati dell’ultimo minuto hanno perso tutti», ha affermato Miccichè a proposito delle elezioni amministrative per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale a Palermo del 2022. «Speriamo di avere un nome prima di Natale». «Nomi buoni ne abbiamo in tutti i partiti, poi ogni giorno ne esce una nuovo - ha detto -. Si sceglierà tutti insieme con grande serenità». Poi a proposito del centrodestra che in tante città è andato diviso ha precisato: «Le elezioni comunali sono diverse dalle regionali, nei piccoli comuni ci si può separare, ci sono parentele, simpatie ed antipatie, cosa che alle regionali non succede, stiano tutti sereni e tranquilli che saremo compattissimi. Quello che al limite auspico è un allargamento non certo un restringimento dell’area». 

«Sul Green pass ho qualche dubbio ma è una legge nazionale, appunto. Io sono una istituzione che non può fare altro che rispettare al 100% quelle che sono le indicazioni del governo nazionale. Parlarne con me è perfettamente inutile, sono soltanto un esecutore. Non posso decidere di fare diversamente da quello che viene deciso dal governo addirittura con legge», ha poi aggiunto Miccichè. «Il concetto di Green pass è abbastanza vago - ha aggiunto -. Un bivaccinato come me che ha il Green pass può avere e trasmettere il Covid senza saperlo, solo che ho il Green pass e accedo a tutto. Il percorso immaginato dal governo nazionale di rendere obbligatorio il vaccino, perché questo significa il Green pass, inutile prenderci in giro, in quanto non era fattibile dal punto di vista costituzionale, è stato quello di trovare un escamotage per rendere alla fine obbligatorio il vaccino. Un qualche risultato - ha proseguito il presidente dell’Ars - l’ha già portato e lo sta portando anche se io non sono un esperto virologo. Almeno da quello che si dice e si legge. Poi che sia una limitazione della libertà personale è un fatto assolutamente scontato questo è inutile che lo diciamo. E’ una forte limitazione della libertà. Sono scelte che fa il governo e ripeto che posso soltanto adeguarmi», ha concluso Miccichè. 
 

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