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Politica

Comune Catania, giunta vicina al rimpasto ma con il "nodo" Pogliese

Se il sindaco, attualmente sospeso, decidesse di dimettersi, decadrebbe tutto a giugno

Di Cesare La Marca

Il complicato lavoro di limatura e confronto politico sarebbe entrato nelle ultime ore in una fase cruciale, che preluderebbe entro pochi giorni all’accordo sui nuovi innesti, probabilmente due assessori, in una Giunta ridotta ai minimi termini, sei componenti compreso il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi. 

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«Stiamo lavorando, ritengo che entro la settimana troveremo l’intesa», anticipa quest’ultimo, e se è vero che la città è in ginocchio e ci sono deleghe pesanti e più che impegnative da assegnare e redistribuire - prima tra tutte quella delicatissima ai Servizi sociali, vacante in seguito alla candidatura alle regionali dell’autonomista Giuseppe Lombardo, oltre a quella alla Cultura liberatasi per la stessa ragione dopo le dimissioni di Barbara Mirabella (FdI) - è altrettanto evidente il disagio che serpeggia tra le stanze di Palazzo degli Elefanti e delle segreterie politiche; e che rimbalza nei commenti di papabili o possibili tali, per incognite che restano sul tavolo ed eventuali nomine a tempo (troppo breve) in una amministrazione che potrebbe essere a poco meno di un mese dal commissariamento; questo nel caso in cui il sindaco sospeso Salvo Pogliese decidesse di dimettersi prima di affrontare il prossimo 9 giugno il processo d’appello a Palermo in seguito all’inchiesta sulle “spese pazze” all'Ars, opzione che non è l’unica in campo, ma su cui da più parti si chiede chiarezza, per il fatto stesso che con la nomina del commissario l’attuale amministrazione decadrebbe perdendo qualsiasi prospettiva politica e amministrativa, mentre a restare in carica sarebbe il Consiglio comunale. 

In questo caso, l’amministrazione comunale in carica sarebbe da considerare ormai al capolinea, e poco importerebbe se con due assessori in più o in meno, essendo anzi più opportuno lasciare le cose come stanno. Diversa sarebbe la prospettiva se Pogliese aspetterà la scadenza dei 18 mesi di sospensione, la prossima primavera, per poi decidere il da farsi, opzione che darebbe un senso a un rafforzamento dell’attuale Giunta, soprattutto se accompagnato da un programma di fine legislatura in cui pur tra mille difficoltà sarebbero ancora possibili degli obiettivi (il Pug atteso da 60 anni e l’avvio delle opere del Pnrr tra gli altri) a patto di ritrovare una coesione che all’interno del centrodestra appare ancora lontana.

Come aperta resta la spaccatura con la Lega, scaturita dallo strappo dello scorso novembre con l’esclusione di Alessandro Porto e le successive dimissioni di Fabio Cantarella, due assessori in meno con il solo subentro di Andrea Barresi. La Lega ha posto negli scorsi giorni due condizioni per riaprire il dialogo, con il coordinatore provinciale Fabio Cantarella, chiarezza sui tempi delle dimissioni e un tavolo programmatico della maggioranza per fissare gli obiettivi di fine legislatura. Chiarezza che non c’è ancora, con cui il sindaco facente funzioni deve fare i conti, e che è richiesta dagli stessi “papabili” mentre nomi e nomine sono in bilico: «Non so nulla - dice il presidente della commissione Bilancio Santi Bosco - potrei essere tra i prescelti, ammesso di essere disposto ad accettare, dove sono mi trovo benissimo, la commissione sta svolgendo un lavoro importante e a breve esaminerà il rendiconto 2021».            

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