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Comuni al collasso, la “marcia su Roma” dei sindaci siciliani: ecco le richieste

La protesta organizzata dall'Anci contro le misure previste nella manovra 2022 e per denunciare le «gravi criticità finanziarie e organizzative» degli enti

Di Redazione

Grande mobilitazione dei sindaci siciliani oggi a Roma per protestare contro la manovra 2022 già esitata dal governo Draghi ma che ancora è un cantiere aperto.  Il testo, stando alle norme europee, sarebbe dovuto arrivare alle Camere il 20 ottobre, ma il Tesoro sta di fatto scrivendo o riscrivendo una serie di articoli. E per questo l'Anci Sicilia (l'Associazione dei sindaci), che ha organizzato la protesta di oggi, spera in modifiche sostanziali prima dell'arrivo in Parlamento.

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Secondo i primi cittadini «nella manovra appena approvata dal Consiglio dei ministri sembrerebbe esserci l’ennesima penalizzazione per comuni siciliani. Il fatto - ha spiegato il sindaco di Palermo e presidente regionale dell0'Anci Leoluca Orlando - che anziché prevedere specifiche norme che sostengano gli enti siciliani rispetto alle criticità di carattere finanziario e alle gravi carenze di personale, si prevedano ulteriori svantaggi, appare come una ingiustificabile e prolungata disattenzione del Governo nazionale nei confronti dell’Isola».   

I sindaci siciliani si raduneranno a piazza San Silvestro, a partire dalle 10, per denunciare, ancora una volta, le «gravi criticità finanziarie e organizzative» in cui, «ormai da troppo tempo, versano gli Enti locali dell’Isola» e per chiedere al governo nazionale «urgenti provvedimenti di carattere normativo e finanziario».

Alla manifestazione hanno aderito Cgil, Cisl, Uil e Forum Terzo Settore. L'Anci Sicilia, nel corso degli incontri istituzionali già programmati, presenterà i «dati allarmanti" dell’Isola in cui, a oggi, solamente 152 comuni su 391 hanno approvato il Bilancio di previsione 2021-2023, appena 74 hanno dato il via libera al consuntivo 2020 e circa 100 si trovano già in dissesto o sotto Piano di riequilibrio».

Oltre alle questioni finanziarie i sindaci siciliani evidenzieranno anche le problematiche di carattere organizzativo, partendo da un recente monitoraggio, condotto dall’Anci Sicilia, in cui spicca un dato preoccupante relativo ai posti vacanti nelle piante organiche dei comuni siciliani: mancano circa 15mila unità tra cui circa 4000 fra dirigenti e categorie D.

 

 

I primi cittadini dell’Isola chiederanno anche di essere messi nelle condizioni di approvare i bilanci nei termini previsti. Secondo l'Associazione dei comuni siciliani, «in base a questa situazione drammatica, appare sempre più utopistico pensare di erogare servizi di qualità a cittadini e imprese e sperare di poter utilizzare in maniera efficace le risorse della Programmazione comunitaria 2021-2027 e del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Inoltre, l’Anci Sicilia specifica che «le norme previste dalla Legge di stabilità per l’Isola non risolvono in alcun modo le criticità oggetto della manifestazione».  

I sindaci dell’Isola chiedono l’abbattimento del 50 per cento degli accantonamenti del Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde); l’assunzione di figure professionali qualificate all’interno degli enti locali in deroga alle disposizioni vigenti; nell’ambito degli accordi fra Stato e Regione, ristoro per i Comuni siciliani dei mancati incassi dei crediti frutto delle inefficienze del gestore regionale Riscossione Sicilia Spa, anche in riferimento al processo di acquisizione da parte dell’Agenzia delle Entrate-riscossione. 

 

 

Infine, in considerazione delle specificità del contesto regionale siciliano i primi cittadini dell’Isola avanzeranno la richiesta di approvare la norma di attuazione dello Statuto, già deliberata in Commissione paritetica, che prevede, tra l’altro, lo spostamento dei termini per l’approvazione dei Bilanci al 30 novembre; costituire in Conferenza Stato Città e Autonomie Locali di un tavolo permanente con Stato, Regione e Anci Sicilia per affrontare le ulteriori e specifiche criticità degli Enti locali siciliani.   

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