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Dalle opposizioni agli ambientalisti, tutti contro gli inceneritori di Musumeci

I termovalorizzatori dividono da sempre e i due impianti rispolverati oggi dal governatore hanno riacceso le critiche di Pd, M5s, Fava e Legambiente

Di Redazione

I termovalorizzatori dividono da sempre e i due impianti rispolverati oggi dal presidente della Regione  Musumeci hanno scatenato la solita serie di reazioni, dal parte degli ambientalisti e da parte dei partiti di opposizione.

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«Gli inceneritori di Musumeci? Campagna elettorale di chi ormai sente franare il terreno sotto ai piedi, fatta, tra l’altro, in un mare di contraddizioni. Il presidente della Regione aveva tutto il tempo per farli prima e li tira fuori ora solo adesso, ben sapendo che vedranno la luce, se mai la vedranno, ben lontano dall’emergenza che stiamo vivendo adesso», ha detto il capogruppo del M5S all’Ars, Nuccio Di Paola, assieme ai componenti 5 stelle della commissione Ambiente di palazzo dei Normanni, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito. 


 «Intanto - dice Di Paola - sgombriamo il campo dagli equivoci e chiamiamoli col loro vero nome: inceneritori. Non è giocando sulle parole che se ne modifica la natura. Noi siamo sempre stati contro e sempre lo saremo e non siamo certamente malavitosi. É vergognoso e gravissimo infatti il concetto espresso oggi dal presidente, secondo cui chi è contro gli inceneritori sta dalla parte della malavita». 

Per Trizzino, Campo e Zito «affermare di volere sottrarre i rifiuti dalle mani dei privati (proprietari di discariche) e poi fare costruire termovalorizzatori attraverso il ricorso ai privati è un ragionamento così ridicolo che non ha bisogno di essere commentato. Se davvero vuoi sottrarre i rifiuti dalle mani dei privati, perché ancora la Sicilia è il fanalino circa gli impianti pubblici per l’umido, che rappresenta il 40% dei rifiuti?». 

 «Va sottolineato - continua Trizzino - che costruire due inceneritori va contro il ragionamento dello stesso Musumeci, il quale propone di dividere la Sicilia in 9 ambiti territoriali e di garantire ad ognuno di essi l’autosufficienza. Musumeci tranquillizza dicendo che nei termovalorizzatori, pardon negli inceneritori, non finiranno rifiuti pericolosi? Non è lui che decide cosa va ad incenerimento, ma le leggi». 

Secondo il M5S gli inceneritori non sono previsti nel piano rifiuti, «quello pubblicato ad aprile 2021 (e non al primo anno di legislatura, come afferma Musumeci) - sottolinea Trizzino - rinvia a un altro piano per la determinazione delle frazioni da inviare in eventuali inceneritori. Dunque, gli inceneritori non sono previsti».


 Critico anche il segretario regionale del Partito democratico della Sicilia, Anthony Barbagallo: «Un governo alla deriva, in esercizio provvisorio permanente che anche sui rifiuti va avanti solo con annunci che non hanno alcun aggancio con la realtà dell’Isola. Lo abbiamo già detto a giugno scorso, quando la notizia venne fuori e tocca ripeterci ora che la legislatura è agli sgoccioli: destano forti perplessità le scelte della Regione su 2 termoutilizzatori da realizzare in Sicilia, uno nella zona occidentale e l’altro in quella orientale per cui sarebbero già pervenute diverse offerte». 

«In questi 4 anni il sistema è praticamente collassato - prosegue Barbagallo - e Musumeci ha proposto una legge sui rifiuti che non riordina un bel nulla con Piano rifiuti che è solo una scatola vuota, disallineato dal resto d’Italia e dall’Europa che cambia che cambia le autorità di gestione con una trasformazione lunga, tortuosa e ricca di impedimenti che alimenteranno contenziosi e, certamente, nuocerà alla normale gestione del servizio. Ecco a tutto questo - conclude - a 8 mesi dalla fine del suo mandato si aggiungono ora i termoutilizzatori, costosi, mentre il sistema di raccolta e i traguardi dell’indifferenziata, restano tra i più bassi d’Italia». 


Secondo il presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava «gli inceneritori così cari al presidente della Regione Nello Musumeci non servono a nulla se non ad alimentare il business dei signori dei rifiuti. Non risolveranno nessun problema nell’immediato visto i tempi di realizzazione e saranno superati quando, e se vedranno mai la luce». 

«Musumeci - aggiunge - sa bene che la realizzazione di questo tipo di strutture non rientra nelle strategie europee sui rifiuti e sa bene che entrerebbero in servizio in un quadro normativo che punta alla produzione zero dei rifiuti, quindi in assenza, o quasi, di combustibile. Non è un caso che modelli tanto sbandierati, come Germania, Danimarca e Olanda stiano dismettendo i propri impianti proprio perché metodologia superata e oramai antieconomica. Avevamo le discariche mentre nel resto d’Europa si eliminava il conferimento in discarica e ora rischiamo di avere i termovalorizzatori mentre il resto di Europa li dismette. Una regione sempre 30 anni indietro. A tutto».

Dure anche le parole di Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia .«Non occorre guardare tanto lontano, caro presidente Musumeci. Ci conosci benissimo e ci conosci da quando sei venuto, ben due volte ai nostri EcoForum regionali. La prima volta appena eletto, dove, hai confermato quanto scritto nel tuo programma: un netto no agli inceneritori. Ora, purtroppo, a fine legislatura, il Presidente della Regione ha cambiato idea, schierandosi dalla parte di una soluzione obsoleta che farebbe pagare, qualora si realizzasse, un caro prezzo a tutti i siciliani».

"Questi rifiuti, infatti, non sarebbero bruciati gratuitamente, ma bisognerebbe pagare, e tanto, ai gestori degli impianti - aggiunge - Noi siamo contrari agli inceneritori, e tali resteremo, perché non è questa la soluzione per gestire i rifiuti. Occorre spingere sulla raccolta differenziata, unico modo per chiedere le discariche. Inoltre, sarebbero impianti industriali che immetterebbero in atmosfera ulteriori gas climalteranti, dando un contributo incisivo ai cambiamenti climatici». 
 

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