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De Luca torna "Scateno": «Musumeci? La settimana prossima la Meloni lo molla»

L'ex sindaco di Messina, reduce dal successo del "suo" candidato a ruota libera nel post voto: «Ho dimostrato di potere vincere anche senza Dell'Utri e Cuffaro»

Di Redazione

Cateno De Luca a ruota libera dopo il successo a Messina del suo candidato Federico Basile al primo turno. «Alle amministrative - Ha detto il leader di Sicilia Vera, commentando i risultati elettorali a Palermo e Messina - si è visto il risultato di Fratelli d’Italia: si è fermata a 8 punti percentuali, a Palermo a 10, nonostante nelle liste ci fossero anche i candidati di “DiventeràBellissima”. Allora Giorgia Meloni deve capire che Nello Musumeci porta iella da un punto di vista politico. Glielo avevo mandato a dire, adesso mi auguro che abbia capito. Ve lo dico: Meloni tra una settimana mollerà Musumeci, ne sono convinto».

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Alla domanda dei cronisti se il governatore si candiderà anche senza il supporto Giorgia Meloni, De Luca ha detto: «Il mio auspicio è che Musumeci si candidi lo stesso e sia inchiodato alle sue responsabilità davanti agli elettori, ma senza i partiti non può correre manco come presidente di condominio».

De Luca ha poi virato sulla questione Palermo: «Lagalla poteva vincere anche senza continuare a dare ossigeno a personaggi che possono fare tutto tranne che politica. Non capisco perché oggi Palermo debba avere un sindaco condizionato da personaggi come Dell’Utri e Cuffaro. Messina è la dimostrazione che si può vincere anche senza compromessi al ribasso».

Successo pieno a Messina che ha spinto molti leader a chiamarlo: «In queste 48 ore si sono fatti sentire tutti. Il primo a chiamarmi è stato Gianfranco Miccichè ma lo devo ancora richiamare. Non mi chiamo Musumeci, che per fare il presidente a tutti i costi si allea anche con chi ha definito delinquenti che si nascondevano dietro la gonna puzzolente della Dc».

In vista delle Regionali dove Cateno De Luca sarà candidato tanto da dimettersi dalla carica di sindaco, il leader di Sicilia Vera detta la linea: «Con noi non può stare chi è al governo con Musumeci e non mi sembra che Calenda sia al governo con Musumeci. Ferrandelli è carino, non dice parolacce, è intelligente, perché non dialogare anche con lui. Il problema di Ferrandelli è quanto sia condizionato da dinamiche nazionali».

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