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Ferrandelli candidato a sindaco di Palermo per Azione e +Europa

A comunicarlo è il leader Carlo Calenda: «Agli amici del Pd dico abbandonate l’abbraccio ai 5stelle e venite con noi»

Di Redazione

Fabrizio Ferrandelli è il candidato sindaco a Palermo di Azione e +Europa. Ad annunciarlo il leader di Azione Carlo Calenda. «È indegno che una città dell’importanza di Palermo a due mesi dalle elezioni non abbia un candidato in campo - ha detto Calenda in conferenza stampa a Palermo - Ferrandelli è in campo, con una candidatura sostenuta da un programma serio e corposo». Ferrandelli è presidente dell’Assemblea nazionale di +Europa, è stato deputato regionale del PD e prima esponente del partito di Di Pietro.

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«Cuffaro, Miccichè e compagnia non fanno parte del nostro perimetro - ha aggiunto Calenda - non è aperto al M5s, che è una sciagura come abbiamo visto a Roma con la Raggi. Agli amici del Pd dico abbandonate l’abbraccio ai 5stelle e venite con noi. Lo dico anche all’area moderata di centrodestra. Sono convinto che della città di Palermo non frega nulla e la utilizzino per la partita elettorale alla Regione».

 

 

«Se c'è un dato che è acclarato è che la destra e la sinistra hanno fallito nella gestione di Palermo, nel passato e in tempi più recenti. La destra ha fallito nella gestione di questa Regione, con situazioni surreali come la difficoltà di presentare progetti per il Pnrr», ha affermato Calenda. «Non so cosa voglia fare Italia Viva, Davide Faraone si è candidato a Palermo, auguri - ha aggiunto Calenda -. Penso che la linea politica sia inintelligibile a parte dire che Renzi sia il salvatore della patria e dell’universo. In Italia Iv si alleerà a volte con il M5s altre con Forza Italia, auguri». 

«Credo che a Leoluca Orlando vada riconosciuto il merito storico di aver rilanciato un’immagine di Palermo che non fosse più legata alla criminalità. Però esistono i cicli politici e l’ultima amministrazione è stata disastrosa». 

Sulle candidature alla Regione, Calenda ha invece chiosato: «Prima pensiamo alle Comunali, poi affronteremo il voto per la Regione siciliana: non vogliamo mischiare le due cose, perché quando si agisce in questo modo parte il gioco se tu rinunci a una città ti do un assessorato e cose del genere».

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