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Politica

Finanziaria, né vincitori né vinti dopo una Manovra "spericolata"

L’assessorato all’Economia: «Legge che è coerente con i nuovi rapporti tra lo Stato e la Regione»

Di Giuseppe Bianca

Né vincitori, né vinti, ma alla fine ognuno rivendica un pezzo di risultato e pensa di avere portato comunque a casa qualcosa. L’ultima manovra del quinquennio all’Ars è un mosaico imposto dalla incerta marcia di avvicinamento che le turbolenze della politica siciliana avevano collocato nel bel mezzo del suo cammino durante l’ultimo mese.

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La legge approvata, come chiarisce una nota dell’assessorato all’Economia, tiene conto dell’evoluzione dei rapporti finanziari tra Stato e Regione, alla luce dell’ultimo accordo di finanza pubblica, stipulato il 16 dicembre scorso tra il Presidente della Regione Siciliana ed il ministro dell’Economia e delle Finanze, che attribuisce nuove risorse alla Sicilia per oltre un miliardo annuo. La residua parte del bilancio “oggetto di sterilizzazione finanziaria” per 400 milioni (2% del bilancio) per la copertura delle minori entrate determinate dalla pandemia, e già assegnate, dovrà intervenire l’intesa con il Mef entro il mese di giugno. Ben 670 milioni degli 800 stanziati vengono dal confronto con Roma, mentre dall’assessorato ricordano come le zone economiche speciali (Zes) della Sicilia  siano «le più competitive d’Italia» con uno stanziamento di 35 milioni per due anni. 

Diventerà Bellissima, con Aricò e Savarino, cita l’impegno a sostegno di famiglie e imprese e la tutela a Esa e Consorzi di Bonifica e proprio su  alcuni dei dossier mai risolti e sempre in piedi, arriva la nota dei sindacati: «La nostra presenza in piazza e i numerosi incontri con gli assessori, i gruppi parlamentari e i dirigenti, su Esa, Consorzi di Bonifica e Forestali scrivono in una nota congiunta Fai-Cisl Flai-Cgil Filbi e Uila –Uil , hanno evitato il peggio e consentito qualche passo in avanti. Abbiamo ottenuto le 181 giornate garantite per legge che nessuno può più mettere in discussione». 

Il capogruppo dell’Udc Eleonora Lo Curto ha rivendicato, tra le altre cose, l’importanza della norma per i contributi sullo smaltimento dell’amianto, mentre Attiva Sicilia ha puntato sull’emendamento per il Fondo Sicilia a sostegno di chi vuole accedere ai benefici della legge sul sovra indebitamento e  su quello che riguarda la possibilità per i Gal di gestire direttamente a livello locale le risorse dei fondi europei.  

Il racconto dei bisogni dei territori non è stato l’unico protagonista. Il mal di pancia più consistente sulla stabilizzazione dei lavoratori dei gruppi parlamentari all’Ars è arrivato dal pentastellato Luigi Sunseri che ha parlato di «uno schiaffo in pieno viso alla meritocrazia, alla trasparenza, ai concorsi pubblici, ai giovani siciliani che non hanno intenzione di abbandonare questa terra e che combattono con le proprie forze ogni giorno». 

Non pochi gli emendamenti dei grillini dedicati alle persone con disabilità e ai minori. Mezzo milione di euro per la creazione di spiagge per diversamente abili nel Messinese e l’attivazione di strutture abitative riabilitative, ovvero strutture residenziali terapeutico-riabilitative pubbliche di piccole dimensioni dove i degenti svolgono attività di riabilitazione psichiatrica e psicosociale di assistenza territoriale. 

Sui titoli di coda calano le parole del segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo: «Questa Finanziaria finisce come era iniziata: con la sedia vuota del Governatore». Un film che Sala d’Ercole ha messo in onda spesso a microfoni spenti e senza sottotitoli. Trovare la quadra tra tutti i maxi emendamenti in campo ha avuto bisogno del silenzio e della concentrazione necessari.
 

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