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Politica

Il centrodestra e la guerra dei sondaggi segreti e contrapposti: ecco cosa rivelano

I committenti (Forza Italia e Fratelli d'Italia) sono diversi, così come l’impostazione scientifica. E soprattutto sono molto distanti gli scenari politici che emergono per quanto riguarda le prossime elezioni in Sicilia

Di Mario Barresi

Ecco i due sondaggi segreti che dividono il centrodestra sulla scelta del candidato per le Regionali in Sicilia. L’istituto demoscopico è lo stesso: la Euromedia Research diretta da Alessandra Ghisleri. I committenti sono diversi, così come l’impostazione scientifica. E soprattutto sono molto distanti gli scenari politici che emergono. La Sicilia ha avuto modo di consultarli. Entrambi.

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Partiamo dall’ultimo in ordine di tempo. Il sondaggio sfoderato da Silvio Berlusconi, con un ammiccante Matteo Salvini, nel vertice di Arcore in cui è stato stoppato l’ultimo tentativo di Giorgia Meloni di convincere gli alleati a convergere subito sulla riconferma di Nello Musumeci. La rilevazione (effettuata fra il 26 e il 27 aprile su un campione di 1.000 interviste Cati-Cami-Cawi) è molto più complessa, ma i punti di caduta sono due. Il primo è il giudizio dei siciliani. Misurato con una domanda precisa. «Pensando alla regione Sicilia e agli ultimi 5 anni, lei quanto si ritiene soddisfatto dell’operato, del lavoro e dei risultati ottenuti dall’attuale Giunta regionale guidata da Nello Musumeci?». I riscontri positivi si fermano al 26,4% (appena il 3,6% è «molto» soddisfatto; il 22,8% «abbastanza»), mentre più di due elettori su tre si esprimono in termini negativi: il 31,5% è «poco» soddisfatto», il 35,9% «per nulla». Una sostanziale bocciatura. Non soltanto personale, ma dell’intera giunta di centrodestra; compresa quella dei No-Nello. Ma la tesi che Musumeci non sia il candidato vincente, sostenuta dall’asse Lega-Forza Italia, si fonda su un altro dato del sondaggio commissionato da Arcore: in un’ipotetica sfida fra il governatore uscente (sostenuto da tutto il centrodestra) e Caterina Chinnici (candidata unitaria di centrosinistra e M5S), l’eurodeputata dem vincerebbe al fotofinish col 36,2% contro il 35,8%. Un distacco minimo, soprattutto considerando il margine di errore, ma abbastanza allarmante per rifletterci ancora un po’.

 

 

Ma si dà il caso che anche Fratelli d’Italia abbia i suoi numeri in tasca. Non uno, ma addirittura tre sondaggi. Nell’ultimo, risalente a 40 giorni fa, sempre Euromedia Research (con un campione analogo: un migliaio di interviste telefoniche e web), al partito di Meloni, è stato consegnato un “rapporto Sicilia”. In cui si misura innanzitutto notorietà e gradimento di alcuni potenziali candidati governatori. A partire da quelli di centrodestra. Qualche esempio? Gianfranco Miccichè è conosciuto dall’87% dei siciliani, ma il leader forzista incassa il giudizio «negativo» del 66% («positivo» per il 14%, «sufficiente» per il 19%),un risultato  quasi allineato al 33% di stima per il meloniano Raffaele Stancanelli e del 32% per il segretario della Lega, Nino Minardo, con l’altro salviniano Alessandro Pagano sotto il 30%. Analogo schema per “pesare” Cateno De Luca, bocciato dal 64% del campione (5% di riscontro «positivo» e «sufficiente» per il 29%). E anche tre competitor di centrosinistra: la migliore è Chinnici (apprezzata dal 48%, di cui 22% con giudizi positivi, 26% sufficienti), che stacca Claudio Fava (37%) e Giancarlo Cancelleri (33%). E Musumeci? Nel sondaggio segreto di FdI ha un 48% di gradimento (16% «positivo», 32% «sufficiente»), bocciato da poco più di un siciliano su due, ma comunque col miglior gradimento nel centrodestra.

Nello stesso sondaggio vengono ipotizzati alcuni scenari elettorali. In tutti il candidato unitario del centrodestra è vincente contro Chinnici, stranamente considerata però senza l’appoggio del M5S: Musumeci la batterebbe col  46%, Miccichè col 44%,  Minardo, Stancanelli e Pagano col 43%. Ipotizzato anche un De Luca clamorosamente alfiere di tutta la coalizione: sempre vittorioso, ma col 41%. E poi l’ipotesi di rottura del centrodestra, con più sfide incrociate. Qualche esempio? Musumeci candidato di FdI e Diventerà Bellissima contro altri: con una forbice che va dal 24,3 al 26%  batterebbe l’asse Lega-Forza Italia (sia unite sia con due improbabili candidati diversi, comunque con un totale che si attesta sul 17-18%) e se la giocherebbe all’ultimo voto con Chinnici, stimata fra il 24 e il 25,9%. L’unico scenario (quasi) assimilabile a quello emerso dal sondaggio di Arcore vede tutto il centrodestra unito con Musumeci (49,5%) prevalere su Chinnici (41,2%), considerata però con Fava in campo (6,7%). Non c’è De Luca. Ma una voce «altri» al 2,6%.

La guerra demoscopica è appena cominciata. Del resto, anche dopo il flop del vertice dei leader a Villa San Martino, risuona sempre lo stesso refrain patriota. «Musumeci è il presidente uscente. Se ci sono alternative lo si dica, ma finora - l’ultima sfida di Meloni, ieri da Alessandria - non ho avuto risposte, nessuna spiegazione politica». E non è improbabile che qualche «alternativa» venga fuori. «Una settimana, massimo dieci giorni», il tempo chiesto da Forza Itala e Lega ad Arcore per sciogliere la riserva. Il coniglio, dal cilindro dei No-Nello, potrebbe dunque venir fuori anche prima del voto per le Amministrative. A prescindere da ogni sondaggio.
Twitter: @MarioBarresi

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