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Politica

Il Ponte sullo Stretto continua a far discutere, attese decisioni

A più di un mese dalla pubblicazione della relazione del gruppo di lavoro tecnico, il dibattito è ancora aperto

Di Redazione

A più di un mese dalla pubblicazione della relazione del gruppo di lavoro tecnico, il ponte sullo Stretto continua a far discutere. La situazione, però, non sembra essersi sbloccata e non ci sono ancora decisioni definitive sul collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia. I parlamentari che sostengono l’opera non si arrendono e continuano ad alimentare il dibattito in cerca di una soluzione. Nei giorni scorsi, infatti, è stata presentata alla Camera un’interpellanza urgente rivolta al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, per conoscere quali iniziative intenda adottare per «sbloccare l’attuale situazione di stallo e presentare, nel più breve tempo possibile, il progetto di realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina all’Unione europea ai fini del relativo contributo finanziario, trattandosi di un collegamento chiave - spiegano i parlamentari firmatari dell’interpellanza - non solo per due regioni del Mezzogiorno, Calabria e Sicilia, ma per l’intero Paese, che darebbe una nuova centralità all’Italia nel contesto del Mediterraneo e dell’Europa».

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L'atto, presentato alla Camera da alcuni deputati della Lega, ripercorre le ultime vicende relative al ponte, a partire dall’istituzione presso il ministero delle Infrastrutture, a settembre 2020, della commissione tecnica, ovvero il gruppo di lavoro che a maggio ha reso note le sue valutazioni. La commissione, sottolineano i deputati nell’interpellanza, "ha dato indicazione favorevole su due progetti". Il riferimento è al ponte a campata unica, già portato avanti nel progetto del 2011, e all’altra opzione sul tavolo, cioè una possibile realizzazione di un ponte a più campate, eventualmente da localizzare in posizione diversa, più prossima ai centri abitati di Messina e Reggio Calabria. Di fronte a questo, però, per i deputati firmatari dell’interpellanza, "esiste già un progetto definitivo, cantierabile, in grado di mobilitare un quantitativo enorme di risorse, di creare migliaia di posti di lavoro e che segnerebbe una svolta anche da un punto di vista eco-sostenibile: verrebbero, infatti, ridotte dell’80% - si legge nel testo - le emissioni di CO2 di navi traghetto e aerei, offrendo come modalità primaria di trasporto l’Alta velocità ferroviaria". 

Inoltre, il collegamento stabile "consentirebbe anche una riduzione del 30% dei tempi di viaggio", permetterebbe di "intercettare il traffico merci che, dal canale di Suez, oggi si dirige verso Gibilterra per puntare sui porti del Nord Europa, e sarebbe fondamentale per rilanciare il turismo nel Mezzogiorno e nel Paese". Una questione finita anche al centro di un’interrogazione alla commissaria europea ai trasporti Adina Valean, che "ha affermato che il collegamento tra la Sicilia e l'Italia continentale - ricordano i parlamentari nell’atto - fa già parte della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) e del corridoio 'Scandinavia-Mediterraneò e, in quanto tale, fa parte della rete considerata di massima importanza per l’Unione europea, tuttavia, non è stato inserito nell’elenco indicativo di collegamenti transfrontalieri e mancanti contenuto nell’allegato del progetto di regolamento che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa, sul quale il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico".

In ogni caso, per valutare un progetto sulla rete Ten-t, l’UE avrebbe bisogno di una proposta dello Stato membro. "Il presidente del Consiglio dei ministri Draghi, nel corso del dibattito in Senato sul Pnrr - scrivono ancora i deputati -, non ha espresso contrarietà nei riguardi dell’opera, sottolineando che la relazione dei tecnici sarà sottoposta al giudizio del Parlamento, dove attualmente le posizioni favorevoli alla sua realizzazione sembrerebbero maggioritarie". L’obiettivo dell’interpellanza, quindi, è un "chiarimento definitivo su questa vicenda", spiega il deputato della Lega, Nino Germanà, primo firmatario dell’atto, in un post su Facebook. "Il Governo italiano dovrà dire chiaramente - aggiunge - se vi è la volontà politica di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, dal momento che c'è la disponibilità dell’Europa a mettere le risorse per la realizzazione dell’opera". 

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