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In Sicilia centrodestra in tilt ma Lega a Palermo rompe gli indugi e lascia trapelare apertura su Musumeci

Francesco Scoma è la scelta di Salvini per la candidatura a sindaco di Palermo e secondo alcuni "pontieri" la Lega avrebbe accelerato per favorire un accordo con Fratelli d’Italia, che è in campo con Carolina Varchi

Di Redazione

Matteo Salvini l’aveva definito "il miglior candidato" in una pausa dell’ultima udienza fiume del processo Open Arms, adesso è ufficiale: Francesco Scoma è l'uomo scelto dalla Lega per conquistare il comune di Palermo e testare il progetto politico con la lista "Prima l’Italia" lanciata per intercettare il voto dei moderati. Un’accelerazione dovuta alla difficoltà dei partiti del centrodestra a trovare una sintesi per evitare di presentarsi spaccati all’appuntamento con le urne del 12 giugno. Ma i colloqui, le telefonate, le riunione ufficiali e quelle informali finora non sono bastate a trovare la quadra, anche perché nella coalizione Fratelli d’Italia insiste: vogliamo l’unità ma serve l’ok di tutti alla ricandidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione siciliana. Un obiettivo complicato da raggiungere, soprattutto per la posizione assunta, ormai da mesi, da Gianfranco Miccichè: "con Musumeci si perde", ripete. E al Vinitaly ieri, dove i due non si sono incrociati per poco al padiglione Sicilia, il leader di Forza Italia in Sicilia è stato ancora più duro: «Non si trova l’unità solo per i capricci di Musumeci, che perderebbe anche contro un gatto», dando una stilettata anche agli alleati della Lega e probabilmente dando il via all’accelerazione di Salvini. Parole al vetriolo che danno il senso della spaccatura del centrodestra, dove anche all’interno di ogni partito ci sono divisioni con fronde interne anti-Musumeci. Il fronte dei "lealisti" al governatore però appare altrettanto compatto e determinato, convinti dai sondaggi che lo darebbero vincente.

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Una «impasse» l’ha definita Miccichè. E allora dopo alcuni colloqui che Salvini avrebbe avuto stamani con Cesa e Tajani, la Lega ha deciso di rompere gli indugi. «Siamo al lavoro con Scoma per dare a Palermo un’amministrazione finalmente all’altezza e non si può più tornare indietro: crediamo nell’unità della coalizione e chiediamo agli alleati di sostenere la nostra proposta», dice il segretario della Lega in Sicilia, Nino Minardo. A ruota Scoma ringrazia i leader: «Ora avanti con tutti i cittadini e con le forze politiche di centro e centrodestra nell’impresa titanica di rendere Palermo una città vivibile». 

Secondo alcuni pontieri, la Lega avrebbe accelerato per favorire un accordo con Fratelli d’Italia, che ha già in campo Carolina Varchi, facendo intendere una possibile apertura su Musumeci. E dal partito della Meloni la reazione è netta: se la coalizione non darà l’ok al bis del governatore FdI andrà avanti con Varchi in campo con tre liste, senza accordi con gli alleati. Tensioni che non sembrano scalfire Totò Lentini, il candidato del Mna, il movimento di Raffaele Lombardo federato con la Lega. Domani l’autonomista lancerà in modo ufficiale la sua corsa a una convention organizzata in una multisala in città: «Parleremo di programmi e faremo vedere alla città che, mentre tutti utilizzano questa campagna elettorale come merce di scambio, noi siamo una squadra vincente». In campo c'è già, con tanto di manifesti, anche Roberto Lagalla (Udc), che si è dimesso dalla giunta Musumeci per impegnarsi nella campagna elettorale. E da qualche settimana alla finestra c'è pure Francesco Cascio (Fi). 
 

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