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L'affondo di Matteo Salvini scuote la Regione: «Su acqua e rifiuti classe dirigente incapace»

Il leader della Lega ha parlato a un convegno a Catania, ma sembra una critica durissima al Governo Musumeci che ha invece il sostegno di Meloni  

Di Mimmo Trovato

«Non è possibile che una terra straordinaria, produttiva, propositiva, la patria dell’autonomia e il centro del Mediterraneo non riesca, per l’incapacità della sua classe dirigente, a risolvere emergenze come quelle che riguardano acqua e rifiuti».

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E’ l’attacco di Matteo Salvini al governo della Sicilia. Un affondo politico da parte della Lega alla ricandidatura del governatore Nello Musumeci, che ha ricevuto invece l’appoggio di Giorgia Meloni. 

Nell’isola si accentuano i contrasti nel centrodestra dopo la proposta di Salvini di presentare la lista di coalizione 'Prima l’Italia": netto il no di Fratelli d’Italia e possibilisti con distinguo in Forza Italia. Ad acuire il dissidio la forte contrapposizione tra Musumeci e il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Fi. Quest’ultimo è alla prese con una fronda interna nel suo partito: l’ala che sostiene il governatore. Un muro contro muro al centro della riunione di ieri sera con Licia Ronzulli a Palermo per tentare una mediazione tra le due anime di Forza Italia. 

In questo quadro di contrapposizioni nella maggioranza del governo regionale, Salvini affonda intervenendo, da remoto, all’incontro a Catania su 'Fondi Ue: una sfida per il Sud’: «La Sicilia non può esportare a caro prezzo i rifiuti in giro per Italia e per l’Europa». Contesta «la gestione regionale», il «commissario per la gestione dei rifiuti» e che ci siano «ancora città, intere comunità senz'acqua e aziende scollegate dagli acquedotti». Eppure, sottolinea il leader della Lega, «acqua, ambiente e rifiuti sono snodi centrali».

Per questo, osserva, «non sono più pensabili altri rinvii sugli impianti di valorizzazione dei rifiuti piuttosto che di depurazione e di buona gestione delle acque». 

 

 

Salvini parla anche dei fondi europei: «Il tema delle infrastrutture, anche digitali, sarà nei prossimi mesi determinante per la Sicilia», spiega. «Ma - contesta - non è un buon punto di partenza incominciare, ancor prima di cominciare, a chiedere proroghe, rinvii e 'aiutinì». «In Sicilia - ricorda - ci vengo una-due volte al mese per le mie vicende processuali, che mi vedono imputato per sequestro di persona, ma io dal male cerco sempre di trarre il bene. E quindi saranno occasioni per programmare un futuro migliore per questa terra straordinaria». Salvini professa ottimismo: «mattoncino su mattoncino la Sicilia e l’Italia saranno terre migliori» anche se «stiamo uscendo faticosamente da due anni di pandemia e stiamo entrando, ancora più faticosamente, nel secondo mese di un conflitto alle porte dell’Europa». Sull'Ucraina critica «uomini di stampa e di governo che parlano con troppa facilità di bombe, armi e missili» e, «addirittura, dall’altra parte dell’Oceano, qualcuno di nucleare».

 

 

Ma nel «buio che stiamo attraversando, e dal quale usciremo certamente», il leader della Lega vede «la luce che ci porta il Santo Padre» e il cammino di «uomini e donne di fede che si ostinano a credere nella pace, a lavorare per la pace, a usare parole e argomenti di pace».
In gestione acqua e rifiuti. Su Ucraina troppe armi, Papa è luce (di Mimmo Trovato) 
 (ANSA) - PALERMO, 26 MAR - «Non è possibile che una terra straordinaria, produttiva, propositiva, la patria dell’autonomia e il centro del Mediterraneo non riesca, per l’incapacità della sua classe dirigente, a risolvere emergenze come quelle che riguardano acqua e rifiuti». E’ l’attacco di Matteo Salvini al governo della Sicilia. Un affondo politico da parte della Lega alla ricandidatura del governatore Nello Musumeci, che ha ricevuto invece l’appoggio di Giorgia Meloni. 
 Nell’isola si accentuano i contrasti nel centrodestra dopo la proposta di Salvini di presentare la lista di coalizione 'Prima l’Italia": netto il no di Fratelli d’Italia e possibilisti con distinguo in Forza Italia. Ad acuire il dissidio la forte contrapposizione tra Musumeci e il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Fi. Quest’ultimo è alla prese con una fronda interna nel suo partito: l’ala che sostiene il governatore. Un 'muro contro murò al centro della riunione di ieri sera con Licia Ronzulli a Palermo per tentare una mediazione tra le due 'animè di Forza Italia. 

 


 In questo quadro di contrapposizioni nella maggioranza del governo regionale, Salvini affonda intervenendo, da remoto, all’incontro a Catania su 'Fondi Ue: una sfida per il Sud’: «la Sicilia non può esportare a caro prezzo i rifiuti in giro per Italia e per l’Europa». Contesta «la gestione regionale», il "commissario per la gestione dei rifiuti» e che ci siano «ancora città, intere comunità senz'acqua e aziende scollegate dagli acquedotti». Eppure, sottolinea il leader della Lega, «acqua, ambiente e rifiuti sono snodi centrali». Per questo, osserva, "non sono più pensabili altri rinvii sugli impianti di valorizzazione dei rifiuti piuttosto che di depurazione e di buona gestione delle acque». 

 


 Salvini parla anche dei fondi europei: «il tema delle infrastrutture, anche digitali, sarà nei prossimi mesi determinante per la Sicilia», spiega. «Ma - contesta - non è un buon punto di partenza incominciare, ancor prima di cominciare, a chiedere proroghe, rinvii e 'aiutinì». «In Sicilia - ricorda - ci vengo una-due volte al mese per le mie vicende processuali, che mi vedono imputato per sequestro di persona, ma io dal male cerco sempre di trarre il bene. E quindi saranno occasioni per programmare un futuro migliore per questa terra straordinaria». Salvini professa ottimismo: «mattoncino su mattoncino la Sicilia e l’Italia saranno terre migliori» anche se «stiamo uscendo faticosamente da due anni di pandemia e stiamo entrando, ancora più faticosamente, nel secondo mese di un conflitto alle porte dell’Europa». Sull'Ucraina critica «uomini di stampa e di governo che parlano con troppa facilità di bombe, armi e missili» e, «addirittura, dall’altra parte dell’Oceano, qualcuno di nucleare». Ma nel "buio che stiamo attraversando, e dal quale usciremo certamente», il leader della Lega vede «la luce che ci porta il Santo Padre» e il cammino di «uomini e donne di fede che si ostinano a credere nella pace, a lavorare per la pace, a usare parole e argomenti di pace». (ANSA). 

 

 

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