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Politica

Le primarie del centrosinistra, la crisi di governo e un "rito" che si è impantanato

Il Pd e il M5S vanno avanti, qualche dubbio affiora in Fava, Italia Viva e Azione: «Fermatevi»   

Di Redazione

La crisi di governo ha messo in crisi il meccanismo delle primarie del centrosinistra in Sicilia per la scelta del candidato presidente della Regione. Qualche dubbio – non ancora emerso ufficialmente - affiora anche nel Pd: «Certo la crisi al livello nazionale non ci voleva. A Roma può succedere di tutto. Ma in Sicilia proseguiamo il percorso, avviato da lungo tempo, con la coalizione progressista» ha detto per esempio il segretario regionale dem Anthony Barbagallo.

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«Nella nostra regione - ha scritto Barbagallo su Facebook - abbiamo lavorato uniti e compatti con un unico denominatore comune: scalzare il governo di centrodestra rappresentato da Nello Musumeci. E su questo abbiamo messo su le primarie. Attorno alla nostra candidata, l’eurodeputata Caterina Chinnici, abbiamo costruito un consenso, puntando anche alla sua figura di donna, magistrato che ha avuto molteplici esperienze sia di governo che politiche, essendo anche al secondo mandato al parlamento europeo. Anzi oggi e domani - ha ricordato - fino alle 23:59 sono gli ultimi giorni per registrarsi sul portale www.presidenziali22.it in vista del voto di sabato 23. Facciamo l'ultimo sforzo. #presidenziali22».

Il M5S per evitare l’isolamento invece rilancia: «Il voto al Senato sul Governo Draghi non influenzano le primarie per la scelta del candidato governatore in Sicilia della coalizione progressista» ha scritto ieri sera in una nota il M5s sottolineando che «le primarie vanno avanti».

I dubbi li ha Claudio Fava: «Per quanto mi riguarda, le primarie vanno avanti, ma mi chiedo con quale spirito di lealtà domani il partito di Conte sarà capace di lavorare al servizio di questa coalizione. E soprattutto mi chiedo se saranno primarie senza Papi stranieri, né forestieri venuti in soccorso dal centrodestra. Delle due, l’una: o si lavora insieme, uniti, per il cambiamento oppure si governa con Raffaele Lombardo».

La richiesta di fermare tutto arriva da Italia Viva: «In queste settimane abbiamo ricevuto numerosi appelli dal Pd a partecipare alle primarie siciliane che si terranno domenica prossima, voglio ringraziare il segretario Barbagallo per la cortesia dimostrata. Adesso siamo noi però a fare un appello agli amici del Pd: annullate le primarie!» ha detto il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone. «Quello che è accaduto ieri in Senato - aggiunge - è gravissimo e nei minuti in cui Draghi si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni appare incredibile far finta di nulla, far finta che Conte e il suo movimento non abbiano mandato per aria il governo di unità nazionale in piena emergenza economica e sociale per il Paese. Se Letta giudica folle a Roma la scelta del M5S, poi il Pd non può fare le primarie con loro in Sicilia come se nulla fosse. Chiedo al Pd - conclude Faraone - di risolvere questo disallineamento. Annullate le primarie di domenica per la scelta del candidato Presidente della regione Siciliana, sarebbe una scelta di buonsenso e buona politica».

E dubbi arrivano anche da Azione: «Anacronistica, assurda e ridicola la volontà di proseguire con le primarie in Sicilia per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Dopo che il partito di Conte e della Taverna ha causato pervicacemente una delle più gravi crisi di governo della storia repubblicana è incredibile che si possa ancora pensare di tenerselo come alleato. Auspico che il Partito democratico finalmente se ne renda conto ed esaurito questo passaggio delle primarie di domenica prossima, in cui personalmente auguro a Caterina Chinnici di affermarsi, riparta con nuove prospettive di alleanze» ha dichiarato Giorgio Trizzino, deputato di Azione.

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