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M5S al bivio: Beppe Grillo fa dietrofront e apre alla deroga, ora Giancarlo Cancelleri spera

Il garante del movimento sembra avere ammorbidito il suo secco no al terzo mandato che avrebbe sbarrato la strada al sottosegretario in vista delle primarie del centrosinistra. Ma il pressing di Giuseppe Conte potrebbe avere la meglio 

Di Mario Barresi

La notte porta consiglio. E stamattina - dopo che sono saltati sia l’ultimo faccia a faccia con Beppe Grillo di ieri sera, sia il vertice notturno online con il gruppo dell’Ars - Giuseppe Conte scioglierà la riserva sul caso Sicilia. Magari con una scelta impensabile fino a 24 ore prima: una mini-deroga ad personam affinché Giancarlo Cancelleri possa correre alle primarie per le Regionali.

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È questa, quando le tenebre hanno avvolto l’hotel Forum da un bel pezzo, l’ipotesi più quotata da informate fonti del M5S. Il che farebbe il paio con la descrizione che molti grillini siciliani danno sul sentiment serale del sottosegretario: «Molto sereno, quasi sollevato».

Se fosse così, il leader nazionale del M5S avrebbe consumato uno strappo rispetto all’iniziale posizione del garante su Cancelleri: «Della sua ricandidatura in Sicilia per me non se ne parla», la frase attribuita a Grillo in uno degli incontri di ieri con i parlamentari nazionali. Il verdetto è appesantito da un duro giudizio personale: «Cancelleri? Ma lo conosciamo, in passato più volte mi ha attaccato, eppure io lo avevo accolto come un figlio, portandolo anche a casa mia». Seguono altri epiteti coloriti. 

Poi, come per magia, da altri incontri con deputati e senatori emerge uno spiraglio. «Si potrebbe pensare a qualche eccezione, qualche deroga alla regola sui due mandati, ma vediamo ora i dettagli con Giuseppe», avrebbe detto il comico. Più esplicito con altri interlocutori. «Ci metteremo lì a ragionare. Al limite si potrebbe pensare a consiglieri per i quali si deroga per candidarli a presidente di Regione, o a organi diversi...».

Ma cos’è cambiato fra il Grillo che azzoppa la terza corsa di Cancelleri e il Grillo che apre a una deroga che, non dovendo più riguardare i parlamentari nazionali ma solo i casi regionali, è cucita addosso al caso siciliano? Fonti pentastellate raccontano di un Conte piuttosto risoluto sulla scelta dello storico leader siciliano. «È l’unico che può essere competitivo, altrimenti in Sicilia rischiamo una figuraccia», è il ragionamento di esponenti vicini all’ex premier. Anche perché nel frattempo s’è chiusa, a patto che si fosse mai davvero aperta, la pista del «nome forte a sorpresa» che porta a Roberto Scarpinato come candidato del M5S alle Regionali.

L’ex magistrato, interpellato ieri pomeriggio da La Sicilia, liquida la suggestione con due parole: «Fake news».

E allora - mentre il deputato regionale Luigi Sunseri conferma di essere «ancora in corsa» e il capogruppo Nuccio Di Paola freme per l’amico Giancarlo - nel quartier generale del M5S si studia la soluzione finale. La deroga ad Giancarlum prevedrebbe una «corsia preferenziale» per un ex deputato regionale  che, «forte dell’esperienza maturata, decide di candidarsi a presidente di Regione». Ma resta il fattore clessidra: se la scelta dev’essere validata dal voto degli attivisti, Conte dovrebbe annunciare la consultazione oggi, con 24 ore di preavviso, per farla tenere domani, ultima data disponibile (fino a mezzanotte) per presentare le candidature alle primarie siciliane.

Ma, al di là del rischio di una non improbabile bocciatura online, i tempi sono strettissimi; la piattaforma Skyvote, come verificato dall’Adnkronos, non è stata pre-allertata. E allora in nottata sarebbe maturata la soluzione estrema: autorizzare la discesa in campo di Cancelleri, visto anche che le primarie non sono ancora un’elezione vera e propria, in attesa di regolarizzarne la posizione. 

Il tutto con un compromesso fra le perplessità di Grillo e la risolutezza di Conte. Oggi è il giorno della verità.
Twitter: @MarioBarresi
 

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