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Politica

Maltempo in Sicilia orientale, il governo Musumeci dichiara lo stato d'emergenza

Ora sarà chiesto al governo centrale il riconoscimento dello stato di calamità nazionale

Di Redazione

Si è appena conclusa al Palaregione di Catania la riunione del governo regionale, convocata dal presidente Nello Musumeci in seduta straordinaria e urgente, per deliberare lo stato di emergenza regionale e chiedere al governo centrale il riconoscimento dello stato di calamità nazionale. Alla riunione del governo ha partecipato anche il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, che ha relazionato sull'ondata di maltempo che da alcuni giorni sta devastando la Sicilia orientale.

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La ricognizione dei danni - per la quale sono già stati attivati gli uffici regionali della Protezione civile, del Genio civile e degli Ispettorati agrari - sarà possibile solo dopo il cessato stato di allerta, che purtroppo potrebbe protrarsi fino a domenica, dice la Regione.

Il presidente della Regione ha anche avuto un colloquio con il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che ha partecipato a Catania a un vertice in prefettura. Nello Musumeci ha evidenziato al dirigente dello Stato la necessità di seguire a Roma procedure assai celeri per dare le necessarie risposte al territorio e alle aziende così pesantemente colpite.

E intanto MUsumeci su Rainews24 il presidente della Regione Nello Musumeci ha spiegato che serve «una legge speciale per la Sicilia», con una dotazione di «almeno tre miliardi di euro», per contrastare fenomeni naturali che provocano le frane e contro il rischio idrogeologico.

Musumeci ha aggiunto: «Sono commissario dell’ufficio per il dissesto idrogeologico da 4 anni: ho trovato un budget già stanziato, abbiamo speso 400 milioni e saranno rimasti pochi milioni:, abbiamo pulito 87 fiumi che non vedevano un escavatore da oltre 40 anni. Ho visto con i miei occhi case costruite a un metro dall’alveo di un fiume». «Siamo la prima regione in Italia per avere speso di più contro frane ed erosioni costiere - ha proseguito - ma si tratta di una goccia d’acqua nel deserto. La Sicilia accumula in sé tutti i rischi di protezione civile». Parlando dell’uragano che si è abbattuto sulla provincia di Catania, il governatore ha detto: «E' ancora preso per una ricognizione dei danni, ma si tratta di centinaia di milioni di euro. Se guardiamo al futuro purtroppo dovremmo abituarci a questo tipo di fenomeni localizzati che mettono in tilt il sistema di deflusso delle acque che non era stato concepito settant'anni fa per assorbire quelli flussi improvvisi di acqua».  

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