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Meloni-Musumeci, intesa sempre più vicina

Il governatore (nel giorno di Salvini a Palermo) vola a Roma dalla leader di Fdi. Parla di Pnrr e incassa l’impegno «a sostenere lo sforzo di rinnovamento che il governo regionale compie da quattro anni»

Di Giuseppe Bianca

Alla fine anche il fato, nudo e crudo,  gioca la sua carta nel mosaico di tessere che aspettano di incastrarsi per la ricandidatura di Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans. Martedì il presidente della Regione era infatti pronto a imbarcarsi da Catania su un volo, destinazione Roma, per andare a incontrare Giorgia Meloni, ma la cenere vulcanica che cadeva abbondante ha reso impraticabile l’aeroporto, costringendo l’aspirante passeggero a tornare a Palermo. 

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E così soltanto ieri, nel giorno in cui Matteo Salvini è venuto a Palermo per il processo a cui ha accoppiato una serie di incontri politici con la sua base, Musumeci è volato nella capitale e ha incontrato la leader di FdI. 

Nella riunione svoltasi ieri alla Camera dei deputati, durata un paio di ore, a rimbalzare sono stati i temi legati al Pnnr, ma anche quelli relativi al miglior viatico da individuare per l’eventuale Musumeci-bis. Perché uno degli argomenti che a questo punto rimangono in campo è quello legato al tipo di designazione che potrebbe venire fuori nel delicato risiko delle alleanze della coalizione. Se cioè il governatore siciliano dovrà essere espressione dell’intero gruppo dei partiti, quindi una promanazione comune secondo lo schema di quattro anni fa, o se un eventuale passo avanti di FdI in direzione dell’uscente di Palazzo d’Orleans possa rimescolare le carte nel centrodestra. Lo stesso cartello del resto che sul piatto della bilancia attende di piazzare le scelte finali sulle Amministrative di Palermo e guarda con occhio interessato anche all’ipotesi voto anticipato a Messina e magari anche a Catania. 
Nella nota congiunta diffusa alla fine dell’incontro di ieri la leader di Fratelli d’Italia e il governatore hanno focalizzato l’attenzione sui temi «legati al Mezzogiorno e in particolare alla Sicilia».  A partire dalle risorse del Pnrr, sulle quali  «è emersa – si legge- tra le priorità, anche la convergenza sull'esigenza di consentire al Sud di utilizzare le risorse disponibili anche mediante il supporto di un rafforzamento amministrativo che permetta alle Regioni e agli enti locali di arrivare puntuali alle scadenze imposte da Bruxelles». 

Meloni ha assicurato «il massimo impegno personale e dei propri parlamentari a tutela delle legittime aspettative della Sicilia, per scongiurare inique penalizzazioni e a sostegno dello sforzo di rinnovamento che il governo di centrodestra compie da 4 anni nell’Isola». Fin qui il virgolettato dell’ufficialità.
Quel che è certo è che l’interlocuzione privilegiata tra FdI e Musumeci prosegue . Ora si attendono le contromosse degli alleati. Se infatti fino a questo momento nella Lega, il segretario regionale Nino Minardo si è sottratto a un ruolo attivo di ostruzionismo, optando per una desistenza di neutralità in attesa degli sviluppi o di nuovi eventi, nel caso di “nomination” ufficiale meloniana pro Musumeci l’atteggiamento, concordato con Salvini, potrebbe nuovamente cambiare come mormora chi gioca sul Carroccio le le fiches delle Regionali..

La corsia preferenziale individuata dal leader di Db, una confluenza in FdI, nella fitta rete di trattative sviluppa una partita nella partita rispetto al confronto aperto tra Lega e Fdi. Tra Salvini e Meloni. Sempre che nel centrodestra siciliano qualcuno non si faccia avanti a fare chiarezza in altro modo.

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