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Musumeci: «Sono come la mozzarella, scado tra poco: ma sul dopo c'è un grosso punto interrogativo»

Il governatore ha chiuso con una  battuta il suo intervento al forum The European House - Ambrosetti in corso a Palazzo Riso a Palermo

Di Redazione

 «Sono come la mozzarella, scado tra qualche mese, con un grosso punto interrogativo sul dopo». E' la metafora che usa il governatore Nello Musumeci parlando, a Palermo, alla platea dell’ActTankSicilia del Forum Ambrosetti, quando mancano sei mesi alle elezioni regionali in Sicilia, con un pezzo di centrodestra - Lega e Gianfranco Miccichè in testa - che non vuole la sua ricandidatura. Ma non è affatto una resa quella del presidente della Regione siciliana, anzi. Dalla sua ha il sostegno di Giorgia Meloni: ieri a Palermo i colonnelli Ignazio La Russa e Francesco Lollobrigida hanno ribadito il sodalizio col governatore, contestando a Matteo Salvini di usare l'Isola come «cavia da laboratorio» col progetto 'Prima l'Italià. 

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Concetto che Musumeci riprende, mettendoci il carico. «La Sicilia è stata molte volte laboratorio di formule politiche, ricordo che anche Frankenstein è uscito da un laboratorio e il governo Crocetta non mi pare sia stato un esito assai felice». Insomma, l’asse Meloni-Musumeci appare sempre più solido, anche se la sintesi col resto degli alleati - e che ognuno a parole rincorre - non sembra facile da raggiungere. Anche perché sul tavolo delle trattative ci sono pure le Comunali, Palermo su tutte: ben cinque sono al momento i candidati del centrodestra. C'è poi il fronte aperto in Forza Italia. Per ricompattare il partito la senatrice Licia Ronzulli ha riunito a Palermo la classe dirigente siciliana, per la seconda volta in meno di due settimana. Una riunione fiume cominciata in tarda mattinata a Palazzo dei Normanni, nell’ufficio di Gianfranco Miccichè: da un lato i "lealisti" fedeli al leader siciliano, dall’altra gli "ortodossi» (con tre assessori regionali su quattro) che contestano «la gestione ondivaga del partito» ma soprattutto spingono verso il Musumeci bis. Sul tavolo oltre alla guida del partito, gli "ortodossi" hanno posto altri due temi: la gestione del gruppo parlamentare e l’azzeramento delle commissioni all’Ars che Miccichè ha azzerato la scorsa settimana: tre presidenze chiave (tra cui la commissione Bilancio) sono in mano proprio agli 'ortodossì.

«Che questo azzeramento si faccia a tre mesi dall’estate e a sei mesi dalla scadenza elettorale davvero non vedo l’utilità, qualcuno in malafede parla di rappresaglie interne, mai io non mi occupo di guerriglia», afferma Musumeci. Alle porte c'è pure la legge di stabilità, a fine aprile scadono i quattro mesi di esercizio provvisorio.  In serata è la leader di Fdi a dire «Centrodestra unito? Non deve chiederlo a me. FdI sta sostenendo i sindaci uscenti del centrodestra e le proposte credibili che ci vengono fatte. Sono piuttosto gli altri che titubano, aspettiamo l’ok di Forza Italia sul sindaco uscente di Verona e quello della Lega e di FI sul governatore uscente della Sicilia, Musumeci. La domanda a cui non so rispondere è se la priorità di Lega e Forza Italia sia far vincere il centrodestra o fermare Fratelli d’Italia». 
 

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