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Palermo, Lagalla e Cascio candidati di un Centrodestra in frantumi. Miccichè: «Colpa di FdI»

Il primo si fa strada con l'appoggio di FdI-Iv di Renzi e Udc, il secondo con il sostegno di FI, Lega-Prima con l’Italia, Noi con l’Italia, Coraggio Italia e gli autonomisti del Mna

Di Alfredo Pecoraro

Si spacca il centrodestra a Palermo, con conseguenze, a questo punto, quasi scontate anche per le regionali d’autunno in Sicilia. Dopo giorni di colloqui, nervosismi e tira e molla, FdI rompe gli indugi: Carolina Varchi si ritira, pochi minuti dopo il partito della Meloni annuncia il sostegno a Roberto Lagalla. Una mossa che arriva a metà mattinata dopo una notte di trattative, con l’intesa a un passo sfumata di fronte al muro contro muro. Lega e Fi non hanno accettato di firmare la cambiale in bianco offerta da FdI: sostegno unitario a Lagalla e discussione sul Musumeci-bis accantonata. Ok Lagalla ma no a Musumeci, la risposta che ha messo una pietra sul tentativo.

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E così nella quinta città d’Italia, al voto il 12 giugno, il centrodestra si presenterà con due candidati: Lagalla, sostenuto dall’inedito asse FdI-Iv di Renzi e Udc, e Francesco Cascio, che tira dritto nonostante le divisioni con l’appoggio di Fi, Lega-Prima con l’Italia, Noi con l’Italia, Coraggio Italia e gli autonomisti del Mna. Quest’ultimi mollano Totò Lentini, che ingoia il rospo ma va avanti a questo punto con due liste civiche. E’ toccato a Giampiero Cannella l’onere dell’annuncio: "Sfumata la possibilità di un vertice nazionale richiesto ripetutamente da noi, invitiamo tutti i partiti e le liste di centrodestra alternative alla sinistra a convergere sul nome del professore Roberto Lagalla». Un appello caduto nel vuoto, la voce di un ipotetico ritiro di Cascio dura pochi minuti. «Era pronto a ritirarsi qualora ci fosse stata una convergenza tutti uniti ma quando FdI chiede di andare su Lagalla per andare su Nello Musumeci è chiaro che questo non può avvenire», sbotta il leader di Fi in Sicilia Gianfranco Miccichè. E accusa FdI «di avere spaccato il centrodestra».

Gli fa eco Cascio, dopo un faccia a faccia a Palazzo Reale: «Queste fratture resteranno anche per le regionali e forse per le politiche, si consuma per il centrodestra un passaggio drammatico che avrei volentieri evitato, ma non è dipeso da me ma dalla pervicacia di una forza politica che è FdI». Ma Musumeci non dà nulla per scontato. E intercettato in piazza del Popolo a Roma tra le persone che hanno salutato il feretro di Assunta Almirante, il governatore risponde a chi lo incita a non mollare: «Ce la sto mettendo tutta». Fuori dalla basilica di Santa Maria in Montesanto, la gente gli stringe la mano, lui sorride: «Resisto, resisto: Carolina ha fatto un gesto importante. Ci vuole buon senso, ecco quello che serve».

 

 

E Salvini qualche ora dopo rilancia la disponibilità della Lega: «Ho rinnovato l’invito a tutti a trovarci, io ci sono venerdì, sabato, domenica, lunedì, martedì: quando vogliono ci troviamo tutti». Il dado, però, sembra ormai tratto. 
 

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