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Ponte sullo Stretto, si ricomincia da capo: serve un nuovo progetto. E intanto si punta su navi più moderne

Il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera sull'attraversamento stabile dello Stretto di Messina

Di Redazione

Ponte sullo Stretto, si ricomicia da zero. «Dal punto di vista dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, «per dar seguito all’impegno del Governo, si dovrebbe procedere con la redazione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica per le due opzioni evidenziate». Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera sull'attraversamento stabile dello Stretto di Messina. In pratica, nonostante un progetto già pronto in mano a Webuild, lo Stato decide di ricominciare e redigere un nuovo progetto di fattibilità soprattutto sull'opzione a tre campate.

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«E' utile sviluppare la prima fase del progetto di fattibilità limitando il confronto ai due sistemi di attraversamento con ponte a campata unica e con ponte a più campate» ha detto Giovanni sottolineando che «il sistema con il ponte a più campate consentirebbe di localizzare il collegamento in posizione più prossima ai centri abitati di Messina e Reggio Calabria, con minore estensione dei raccordi multimodali, minore impatto visivo, minore sensibilità agli effetti del vento, costi presumibilmente inferiori, maggiore distanza dalle aree naturalistiche pregiate», ha detto il ministro. 

Ma - ha aggiunto - «la valutazione dell’utilità andrà però definita al termine di un processo decisionale che prevede inizialmente la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica al fine di confrontare diverse soluzione alternative». 

In poche parole, tutto da rifare. Una maniera per dire se riparla fra quclhe anno. Anche se secondo Giovannini, «la prima fase potrebbe concludersi entro la primavera del 2022 per avviare un dibattito pubblico e pervenire una scelta condivisa e evidenziare nella legge di bilancio 2023 le risorse». 

«Si segnala a tale riguardo che è disponibile il finanziamento di 50 mln individuato con la legge di bilancio 2021. La prima fase del progetto di fattibilità potrebbe concludersi entro la primavera del 2022 per avviare un dibattito pubblico e addivenire a una scelta condivisa in modo da evidenziare nella legge 2023 le risorse nel caso in cui si scelga uno dei due impianti progettuali. In ogni caso sarebbe opportuna l’istituzione di un gruppo di lavoro per coordinare l'intero processo con la partecipazione sia di esperti che di rappresentanti dei ministeri coinvolti», ha detto il ministro.

 

 

Giovannini ha comunque ricordato che la commissione istituita dall'ex ministro Paola De Micheli ha detto sì al Ponte e tra le motivazioni che giustificano un attraversamento stabile illustrate nella relazione del gruppo di lavoro, ci sono in primo luogo «considerazioni socio-economiche legate anche agli andamenti negativi della popolazione, occupazione e Pil per l’area che sono decisamente superiori a quelli nel Centro-Nord e nello stesso Mezzogiorno. Ci sono poi motivazioni trasportistiche: il tempo medio di attraversamento attuale dello stretto è paragonabile al tempo di viaggio che un’auto impiega, se si considera anche il pedaggio, per percorrere dai 100 ai 300 km».

«La Sicilia è tra le isole più popolose al mondo che non posseggono un attraversamento stabile eppure ha un elevato potenziale di collegamento. Il collegamento stabile dello Stretto di Messina, congiuntamente agli interventi programmati dal Pnrr sulle reti di trasporto, in particolare sull'Av, permetterebbe di rendere confrontabili i tempi medi di viaggio sulla rete ferroviaria da e verso il Sud con quelli oggi offerti al Centro-Nord e ridurrebbe anche i costi di attraversamento», ha detto il ministro.

Inoltre la presenza di un collegamento stabile «potrebbe modificare nel tempo le scelte localizzative e di approdo di taluni traffici, producendo anche un incremento di domanda», ha aggiunto, precisando che comunque «le analisi condotte mostrano che gran parte del traffico marittimo merci non si fermerebbe comunque in Sicilia ma proseguirebbe verso gli scali del centro Nord». 

Tra le iniziative per migliorare l'attraversamento dello Stretto di Messina nell’attesa della scelta definitiva sull'attraversamento stabile, Giovanni ha detto che si punta a «migliorare la collaborazione istituzionale, attraverso l'istituzione di un tavolo di natura tecnico-politica ma anche della società civile per la gestione dell’intero processo di realizzazione delle proposte individuate».  «Ho già contattato i presidenti della Regione Calabria e Sicilia, potrebbero essere coinvolte le città metropolitane, le autorità portuali, comitati di associazioni di categorie», ha affermato.

Parallelamente all’iter per l'attraversamento stabile dello Stretto di Messina, «abbiamo l'intenzione di procedere con una serie di azioni che possono aiutare i cittadini e le imprese a migliorare benessere e competitività», ha detto il ministro. In particolare, ha indicato il ministro, «da un lato la riqualificazione del naviglio per trasbordo ferroviario con 2 nuove navi con l’ibridizzazione di tutta la flotta con tecnologia cold ironing di ultima generazione ed infrastrutture a terra; rinnovo del materiale rotabile ferroviario con 12 nuovi treni accoppiabili in configurazione multipla e inserimento di batterie su 16 locomotori che eliminerebbero la trazione diesel e velocizzerebbero fino a un’ora già dalla prossima estate il trasbordo; riqualificazione del naviglio veloce passeggeri con l'acquisto di 3 mezzi navali di nuova generazione con la Propulsione NLG/Elettrica e rinnovo delle flotte navali private; riqualificazione delle stazioni ferroviarie RFI di Messina, Reggio Calabria e Villa S. Giovanni; potenziamento e riqualificazione degli approdi e delle stazioni marittime».

«Per migliorare» gli aspetti che dovrebbero velocizzare l’attraversamento dello Stretto di Messina, secondo Giovannini «è possibile migliorare la gestione unitaria e integrata dei servizi di mobilità passeggeri sullo Stretto, sistematizzare le norme applicabili alle diverse tipologie di servizi coinvolti e definire degli incentivi per i collegamenti merci e passeggeri nel quadro della continuità territoriale». 

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