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Primarie, Barbagallo: «Candidato governatore non sarà deciso nel chiuso di una stanza»

Il segretario del partito nell'isola, a margine della direzione regionale, torna anche a parlare dell'alleanza con il M5S

Di Redazione

«Le primarie sono la nostra casa e sono convinto che oggi il partito darà una svolta, da questo punto di vista. Il segretario ha parlato di prospettive incoraggianti non soltanto delle primarie, ma soprattutto nel rapporto con il Movimento 5 stelle. Ancora una volta la Sicilia è laboratorio politico, sperimentiamo qui meglio che altrove "formule" nuove». Lo ha detto Anthony Barbagallo, segretario del Partito democratico in Sicilia, a margine della direzione regionale del Pd.

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«Qua per primi - ha aggiunto - abbiamo lanciato l’accordo con il M5s e per primi, rispetto ad altre zone del Paese, lanciamo questa formula di scelta democratica. Chiamiamole primarie, consultazioni popolari, ma certamente daremo voce ai cittadini e agli elettori siciliani e non decideremo il candidato a presidente della Regione Siciliana nel chiuso di una stanza".

«Parleremo di un termine vero di presentazione delle candidature nel momento in cui sarà approvato il regolamento delle primarie, senza non ci possono essere né regole né data certa. Appena sarà approvato scatterà il countdown. La formula ipotizzata prevede la registrazione online e il sistema fornirà indicazioni per votare online o in presenza», continua Barbagallo, sulla data di svolgimento delle consultazioni per la scelta del candidato governatore in Sicilia nell’area di centrosinistra. "Il voto online - ha ricordato Barbagallo - è stato già attuato dal Pd a Roma. Io ho due casi in famiglia: mia padre andrà al gazebo, mia figlia voterà dal mare online. Certo serve più tempo rispetto alla data immaginata del 10 giugno - osserva Barbagallo - ma la cosa importante per il Pd non è tanto il termine di presentazione delle candidature o la date per le primarie, ma è importante che ci sia un termine congruo per fare la campagna elettorale per le consultazioni». 

«Penso che tira un’aria strana e che ancora non abbiamo sentito da parte del candidato a sindaco del centrodestra a Palermo un rifiuto netto sui voti che vengono dalla mafia, da certi ambienti e da certe commistioni. Ci piacerebbe sentire che questi voti non li vogliono. Ma siamo ormai a qualche giorno dal voto e continuano ad esserci troppe incertezze e troppi tentennamenti. C'è qualcuno che vuole riportare le lancette dell’orologio a Palermo a quaranta anni fa». 

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