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Politica

Primarie, ecco il compromesso fra Pd e M5S e sul nome Chinnici ancora punto interrogativo

Sì ai gazebo (il prossimo 23 luglio), ma coi “caschi blu”. Candidature, spunta un nuovo termine: fino al 30 giugno 

Di Mario Barresi

C’è l’accordo. Ancora ufficialmente non si potrebbe dire, perché il M5S ha chiesto «qualche ora» di tempo. Per il via libera definitivo a quella che, con una certa percentuale di “supercazzolismo” frutto di un compromesso politico-lessicale fra alleati, viene definita la «scelta partecipativa del candidato Presidente». Altrimenti detta: primarie. Eppure l’intesa trovata ieri nel centrosinistra siciliano è tanto chiara da far sì che Anthony Barbagallo possa accelerare il percorso dentro il suo partito. E così, dopo il confronto di ieri pomeriggio fra segreteria regionale e gruppo dell’Ars, è venuto fuori un calendario serratissimo. Domani, infatti, è convocata la direzione regionale dem per approvare il regolamento di coalizione con cui si dovrà eleggere il candidato governatore. E Barbagallo si porta avanti anche con un altro lavoro: la nomination del Pd. All’inizio della prossima settimana si terranno due assemblee del partito  - una lunedì nel Catanese, per la Sicilia orientale; l’altra martedì a Palermo, a Villa Filippina, per la zona occidentale - nelle quali segretari di circolo, sindaci, amministratori locali e  big regionali si confronteranno con la base sul nome giusto (è sempre quello dell’eurodeputata Caterina Chinnici?) per sfidare Claudio Fava, già in campagna elettorale da settimane, e il candidato grillino.
Ieri, dunque,  la fumata bianca sulle primarie giallorosse.

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Condizionata in parte dai dati delle amministrative, col M5S meno integralista sul no ai gazebo. Che ci saranno: in tutto 32. Uno in ognuno dei 9 capoluoghi; e poi a Marsala, Gela, Vittoria, Bagheria, Modica, Acireale, Mazara, Paternò, Misterbianco, Alcamo, Barcellona, Sciacca, Canicattini, Caltagirone, Corleone, Augusta, Carini, Pedara (un omaggio etneo alla “Barbagallia”), Noto, Capo d’Orlando, Termini, Licata e Taormina. Chi vorrà recarsi ai cari vecchi banchetti, dovrà comunque iscriversi online nella piattaforma SkyVote, che gestirà l’intera macchina delle primarie. E ai gazebo troverà schede e matite, ma anche «un collegio di garanzia ed organizzazione composto da almeno un rappresentante per ogni candidato/a», con accanto «una unità di personale operativo» della società che cura la piattaforma, col compito di «assistenza tecnica nonché di comunicazione dei dati rilevati». Ecco il compromesso dei “caschi blu” ai gazebo per far digerire al M5S l’odiato voto di presenza alle primarie. Che, oltre a essere aperte anche ai sedicenni (ora è ufficiale), saranno quasi tutte online. Dalla registrazione su SkyVote, in cui va caricato un documento d’identità e la tessera elettorale, indicando sin da subito se «avvalersi della possibilità di votare in presenza», fino alle urne virtuali.

Confermata la data della “prima volta”  giallorossa alle Regionali: primarie sabato 23 luglio, dalle 8 alle 22. Cambia qualcosa nella presentazione degli aspiranti: resta la raccolta di 2mila firme certificate, ma non per «candidature riconducibili a forze presenti» all’Ars. E quindi Pd, M5S e Fava sono esentati. In aggiunta ai requisiti di  precedenti bozze c’è la “non impresentabilità” da codice etico dell’Antimafia nazionale. Ma la modifica più decisiva, dal punto di vista politico, è lo slittamento di 48 ore del termine di presentazione delle candidature: dalle 12 di giovedì 23 alle 20 di giovedì 30 giugno; e non più, come prima, del 28. Due giorni in più. Magari per aspettare l’esito del voto degli attivisti sul vincolo del doppio mandato, annunciato da Giuseppe Conte «entro giugno». Cioè in tempo utile, seppur risicatissimo, per far correre, se fosse sfatato il più atavico tabù grillini, Giancarlo Cancelleri. Quanto basta a ricomporre, come per magia, un tavolo  che pareva irreversibilmente rotto per «questioni di principio».
Twitter: @MarioBarresi
 

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