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Regionali, La Russa su candidato alla presidenza: «Dovremmo dire la Sicilia ci tocca...»

Il senatore di FdI risponde ai cronisti anche sulla possibilità di trovare un nome di sintesi, alternativo a quello di Musumeci, ma aggiunge: «Decidiamo noi»

Di Redazione

«Se candidare Raffaele Stancanelli, mio fraterno amico, lo decidiamo eventualmente noi di FdI, non me lo devono certo dire gli altri». Così il senatore di FdI Ignazio La Russa, rispondendo ai cronisti, a Palermo che gli hanno chiesto dell’eventuale candidatura alla presidenza della Regione siciliana dell’eurodeputato Raffaele Stancanelli come sintesi rispetto alle divergenze in atto con la Lega e un pezzo di Forza Italia contrari alla ricandidatura di Nello Musumeci. Il nome di Stancanelli era circolato nei giorni scorsi, ma lo stesso eurodeputato aveva smentito una sua eventuale candidatura. 

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La Russa, insieme al capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, è stato a Palermo per la candidatura a sindaco del capoluogo di Carolina Varchi.

E ancora il senatore sulle prossime regionali in Sicilia: «Perché non va bene il presidente uscente Nello Musumeci? E chi è l’alternativa meglio di lui? Dopodiché per trovare la sintesi ci vuole volontà, noi abbiamo la volontà di trovarla nel centrodestra. Noi ci arrabbiamo con Lega e Forza Italia solo quando loro preferiscono altre alleanze rispetto al centrodestra». «Uno di un altro partito direbbe: vogliamo guardare i sondaggi? Quante Regioni governa la Lega? Quante Forza Italia? E quante FdI? Dovremmo dire, la Sicilia ci tocca, come l’ho sentito dire in Veneto e in Calabria. Ma non stiamo facendo questo ragionamento, non diciamo ci tocca - ha argomentato La Russa - Musumeci è un presidente che non è iscritto a FdI, ha il suo partito. Perché Forza Italia e altri devono avere rapporti con 'Prima l’Italià e quando FdI ha rapporti con DiventeràBellissima di Musumeci questo diventa uno scandalo». «Siamo in attesa di capire quali sono le posizioni degli altri sulla Sicilia - ha aggiunto il senatore di FdI -. Stiamo cercando attraverso i sondaggi e altri meccanismi di capire il sentimento della gente siciliana e non degli addetti ai lavori. Siamo disponibili a trovare sinergie. Una cosa è certa, non siamo isolati. "Devono decidere i siciliani - ha concluso - noi siamo venuti qui ad ascoltare la nostra classe dirigente e se vorranno anche le classi dirigenti degli altri partiti. Come dice Salvini se i siciliani lo chiederanno cercheremo una sintesi». «Salvini dice che devono decidere i siciliani, poi però dice che la Sicilia è laboratorio per 'Prima l’Italià. No, la Sicilia non è laboratorio, non è una cavia, non serve a testare le cose che servono all’Italia. Noi siciliani non siamo cavie. Sapete chi ha inventato lo slogan "Prima l’Italia"? Giorgio Almirante, ci sono i manifesti». 

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