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Politica

Regione, Armao: «Prima della politica vengono i conti: e c'è da giocare una partita da 500 milioni»

Preoccupato dalle fibrillazioni nella maggioranza, l’assessore e vicepresidente fa i conti e rivendica i risultati

Di Giuseppe Bianca

«Prima della politica vengono i numeri, se non si pensa ai conti, la politica diventa astrazione». Il vicepresidente della Regione e assessore regionale all’Economia Gaetano Armao guarda con preoccupazione alle fibrillazioni politiche dell’ultima settimana, consapevole del fatto che per consegnare documenti contabili all’altezza del quadro socio-economico dell’endemia Covid in una Sicilia continuamente sottoposta a vari livelli di stress per imprese e attività produttive, serve alzare l’asticella dell’impegno da parte di tutti: «Abbiamo dovuto tenere il fronte dell’emergenza, assicurare il sostegno alle imprese, alimentare ulteriori fonti di finanziamento non possiamo fermarci adesso».

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La tenuta della coalizione che supporta il governo Musumeci si dovrà misurare anche rispetto  ai singoli e differenti step che andranno in scena nelle prossime settimane. La ricomposizione del quadro interno, al di là o meno degli  esiti di azzeramento e di ricostituzione dell’esecutivo guidato da Nello Musumeci identifica il baricentro da cui dipendono molte delle azioni conclusive di questa legislatura. L’interlocuzione romana, un continuo rimbalzo di assetti che ancora necessitano di ritocchi e ridefinizioni ha un peso specifico non indifferente, come chiarisce lo stesso Armao: «C’è una partita  da 500 milioni di euro da giocare. Tra l’altro alle Regioni adesso, previa delibera del Cipess, viene data la possibilità di coprire la compartecipazione ai fondi europei con l’Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione)». 

Quasi l’intera quota quindi a carico della Sicilia, anziché richiedere l’impiego di fondi del bilancio regionale, potrebbe essere così finanziata, con il risultare di liberare un’importante parte della dotazione finanziaria siciliana, in pratica, il 15% sul 18 totale che la Regione è chiamata a versare: «sarebbero disponibili ulteriori 100 milioni» precisa l’assessore palermitano che rilancia «la prossima settimana sono in programmi altri incontri romani per quel che riguarda F24, Iva, Split payment e bollo auto». Tutte modalità dirette e indirette di recupero di somme che andrebbero a confluire nel contenitore attraverso cui mettere in circolo liquidità nell’Isola. Tra risorse certe e altre che dovranno ancora formarsi dunque l’arco temporale per fissare paletti più precisi, rischia di allungarsi rendendo meno agile e sbrigativo di quanto si poteva ipotizzare il percorso dell’ultima legge di stabilità regionale della legislatura a trazione centrodestra. 

Un periodo complesso, attraversato dall’emergenza sanitaria in cui però la maggioranza si è obiettivamente complicata la vita da sola. Per Armao una parte dei risultati conquistati in questi anni appartiene comunque alla sfera dell’oggettività e ne rivendica la paternità: «Non dimentichiamo la riduzione di enti e società, basti ricordare la chiusura della liquidazione di Espi, durata quasi venticinque anni ed il conferimento di Riscossione Sicilia spa nell’Agenzia delle entrate, con uno stanziamento ottenuto dallo Stato di 300 milioni. Abbiamo poi concluso un accordo con lo Stato e questi impegni fanno parte di quell’intesa pienamente rispettata. Ciò restituisce credibilità alla Sicilia sui mercati finanziari come testimonia il netto miglioramento del giudizio delle società di rating». Adesso però è tempo di andare oltre. L’ultimo miglio rischia di essere anche il più difficile.

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