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Politica

Rfiuti in Sicilia, la polemica corre nel centrodestra: Miccichè e De Luca contro Musumeci

Lo scorso nel corso di un convegno organizzato da Raffaele Stancanelli. Savarino (DB): «Iniziative condivise anche dai quattro assessori di Forza Italia»  

Di Redazione

La cornice è il convegno sui rifiuti organizzato dall’eurodeputato Raffaele Stancanelli di Fratelli di Italia ma i protagonisti della polemica sono tutti del centrodestra e l’impressione è che si tratti delle scorie di una campagna elettorale per le regionali del prossimo ottobre peraltro non ancora (ufficialmente) cominciata. Il primo a sparare ad alzo zero è il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, uno che non ha mai nascosto i suoi dubbi sulla ricandidatura di Nello Musumeci: «Il governo spesso fa cose chiuso nella stanza di Palazzo d’Orleans, senza parlare col Parlamento: a volte l’abbiamo accettato, altre volte no. Il Parlamento non boicotta e non mette ostacoli, c'è solo una volontà di fare. Io ho ricevuto centinaia di sindaci tutti contrari alle proposte di riforma dell’acqua e dei rifiuti: quindi c'è la necessità di trovare un compromesso. Quella che hanno mandato in Parlamento che legge dei rifiuti è? Ti dice di gestire gli impianti, ma non sappiamo di quali impianti si stia parlando: quando il presidente lamenta che c'è questa legge in Parlamento da tempo, è una assurdità. Se avessimo un chiaro piano dei rifiuti potremmo decidere. L’assessore è disponibile a cambiare la legge, sia questa sia quella dell’acqua: però lei stessa dice, ditemi come. E’ una visione che bisogna avere».

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Il carico da undici lo ha messo Catelo De Luca, sindaco di Messina e candidato presidete in pectore in concorrenza con Musumeci: «Questo governo continua a favorire i privati, Musumeci non ha speso un euro per fare le infrastrutture pubbliche. L’ho scritto in un esposto, inviato alle Procure: non temo querele». De Luca ha aggiunto: «Nessuno ancora mi riesce a spiegare perché Musumeci commissario dell’emergenza rifiuti dal 2018 fino a tutto il 2019 con dotazione finanziaria di 65 milioni non ha speso un euro per fare infrastrutture pubbliche, questo significa favorire gli affari dei privati». E rivolgedosi all’ex dirigente generale Marco Lupo, in video-collegamento, il sindaco di Messina ha detto: «Lupo ha fatto il Lupo quando era qui a fare il direttore. La sesta vasca di Bellolampo è stata fatta in 12 mesi, ora per la settima si attende da quattro anni. L'altro disegno criminale di questo governo è di lasciare a chi verrà dopo una gran patata bollente: al momento dell’insediamento di questo governo c'erano sei milioni di metri cubi di disponibilità nelle discariche siamo a sotto i due milioni - ha concluso - I sindaci sono stati lasciati con il cerino in mano con la gestione politica clientelare degli Ato che era un affare della grande politica». Per ora Musumeci non replica ma in sua difesa è arrivata Giusi Savarino la parlamentare di Diventerà Bellissima presidente della commissione Ambiente dell’Ars: «Continuano ad arrivare dal Presidente dell’Ars parole polemiche disconnesse coi fatti e con gli atti parlamentari. Mi dispiace dover ribadire ovvietà: la Sicilia, grazie al governo Musumeci, ha finalmente il piano regionale sui rifiuti, che dice quali impianti fare nel nostro territorio, se questo atto importante, indispensabile per accedere ai finanziamenti, fosse stato fatto nella scorsa legislatura, oggi avremmo più impianti alternativi ed ecosostenibili. Abbiamo ereditato, invece, un sistema che ha favorito le discariche esistenti per lo più in mano ai privati, anche con ordinanze in deroga alla normativa antinquinamento europea, ordinanze che Musumeci non ha più reiterato.
Il ddl vituperato dovrebbe disciplinare solo la gestione del servizio rifiuti, i cui costi sono lievitati in questi anni, dopo che il governo della sinistra ha autorizzato i Sindaci a creare nuove società in loco, ognuno con cda, revisori, acquisti di mezzi e costi spesso raddoppiati. Chi paga? Il cittadino! Si può anche immaginare una norma di salvaguardia per i Comuni veramente virtuosi, ma in tutta Italia il servizio viene gestito per macroaree, che abbattono i costi, e in enti pubblici più trasparenti. Si vuole mantenere lo status quo? Ci dicano anche in un pubblico confronto concretamente quale alternativa immaginano, quella del governo Musumeci, e condivisa dai quattro assessori di forza Italia, va verso la trasparenza e il risparmio».
E conclude Savarino: «L’assessore Pierobon prima e la Baglieri nell’ultimo anno, si sono confrontati con l’Ars per oltre 40 sedute di Commissione e molte in Aula, non rappresentano la volontà del governo Musumeci di dialogare?»

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