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Saltato il vertice siciliano del centrodestra convocato da Miccichè

Il fastidio di alcuni alleati per l’eccesso di protagonismo del presidente dell’Ars e per l'invito a Totò Cuffaro

Di Redazione

Oggi niente vertice del centrodestra sulle Amministrative di Palermo. Come anticipato da La Sicilia nell’edizione di martedì 2 novembre, la riunione convocata da Gianfranco Miccichè per cominciare a discutere di strategie e candidati per la corsa a Palazzo delle Aquile, è definitivamente saltata. Con un rinvio: i rappresentanti dei partiti si rivedranno lunedì prossimo. Ma anche con un cambio di format: all’incontro non parteciperanno più i big regionali della coalizione, ma i vertici palermitani dei partiti. Significativo anche il cambio della “location”: non più all’Ars, come da convocazione via sms da parte di Miccichè, ma nella sede della Lega in via Garzilli, anche in ossequio alla paternità della proposta di un tavolo di coalizione.

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Cos’è successo? In parte ha influito il fastidio di alcuni alleati (Lega in testa) per l’eccesso di protagonismo del presidente dell’Ars, che però ribatte: «Ma era stato Figuccia a chiedermi di convocare i partiti». Il pressing leghista, però, ha trovato la sponda di FdI e Autonomisti. E il vertice in “versione Miccichè” è saltato. Ma anche per un’altra ragione significativa, secondo i beninformati della coalizione. Ovvero: le proteste, sul fronte centrista, per la presenza di Totò Cuffaro al tavolo. Più un problema sul personaggio “ingombrante” che una conventio ad excludendum nei confronti della Nuova Dc, che comunque sarà lunedì. A chiedere l’esclusione dell’ex governatore dal tavolo sarebbe stato il leader nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, che ha sollecitato la questione anche con una telefonata a Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdi alla Camera.

 

 

Intanto qualcosa si muove anche sull’altro versante. La prossima settimana ci sarà «un incontro fra tutti i rappresentanti regionali e palermitani del M5S», afferma il sottosegretario Giancarlo Cancelleri a Casa Minutella. Anticipando che «la linea sarà di dialogo con tutti gli alleati, senza preclusioni su nomi e strategie, ma con una sola condizione: un progetto in netta discontinuità con Leoluca Orlando».

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