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Politica

Sammartino nella Lega, ecco i segreti della trattativa (ma Salvini ora prende tempo)

Il leader rinvia al 3 agosto l’annuncio e delega il segretario Minardo. La guerra diplomatica di comunicati e i nomi dei deputati in transito, ma nel Carroccio le acque sono agitate 
 

Di Mario Barresi

Adesso, la sostanza - lungo la sottile linea diplomatica dei messaggi da decriptare fra le righe dei comunicati stampa - è che il passaggio di Luca Sammartino alla Lega è rimandato. Tutt’altro che rinnegato, visto che Matteo Salvini è molto interessato al nuovo ingresso, ma il clamoroso cambio di casacca del golden boy renziano (e di tutto il suo gruppo, a partire dalla senatrice Valeria Sudano) non sarà più consumato con un blitz a sorpresa del Capitano per notificare una trattativa chiusa a livello nazionale.
Le ultime mosse diplomatiche si consumano fra mercoledì sera e ieri. Con una precisa sequenza di cause ed effetti. Quando lo spiffero della conferenza stampa in programma ieri è diventato di dominio comune, fra i dirigenti regionali del partito sono esplosi i mal di pancia, legati soprattutto a «una scelta calata dall’alto». E così il leader nazionale, venerdì pomeriggio, ha annullato il biglietto aereo per Palermo e cancellato l’appuntamento. Suscitando il nervosismo del nuovo acquisto, che, dopo essere riuscito a tenere la notizia sotto copertura per settimane, s’è sentito “bruciato”. Tant’è che Salvini, a tarda sera, è costretto a uscire allo scoperto con un comunicato di rassicurazione in codice, in cui annuncia che «il 3 agosto tornerò con gioia in Sicilia, per incontrare amministratori e dirigenti della Lega, e per proseguire nell’opera di allargamento e crescita del Movimento a cui stiamo lavorando, con l’ingresso di parlamentari nazionali e regionali, di sindaci e amministratori locali, di rappresentanti del mondo delle imprese e delle professioni». Come dire, senza nominarlo: caro Luca, stai tranquillo, fra pochi giorni sarai dei nostri.

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Ma la rivolta (termine molto sgradito a Salvini) della dirigenza siciliana continua a montare. Si pensa persino a una lettera aperta da inviare al leader. «Un’idea quasi da Pd...», ironizza amaramente qualcuno. Alla fine vince la strategia più soft. Ed è il segretario regionale, Nino Minardo, a metterci la faccia. In un incontro, ieri mattina, con Salvini, per discutere della faccenda. I canali ufficiali immortalano i due sorridenti in una foto e partoriscono un altro comunicato, in cui - anche stavolta senza fare il nome di Sammartino - si precisa che «hanno fatto il punto sui possibili nuovi ingressi a livello nazionale, regionale e locale. Ogni decisione, hanno convenuto Salvini e il coordinatore siciliano, sarà presa coinvolgendo dirigenti e territorio. Minardo è già al lavoro sul dossier, con l’obiettivo di rafforzare sempre di più la Lega, aprendo le porte a donne e uomini motivati, capaci e di valore». Smorfiamo anche questa nota: Salvini, dopo aver gestito l’affaire in prima persona (con tanto di incontro a Milano), rilegittima Minardo affidandogli, almeno formalmente, anche la “pratica Sammartino”.

E il segretario regionale coglie la palla al balzo: «La Lega - chiarisce - ha interlocuzioni con questa come con diverse altre importanti realtà politiche siciliane. Sono al lavoro e continuerò nei prossimi giorni insieme all’intero gruppo dirigente per favorire una crescita armoniosa e condivisa del partito sui territori aprendoci a tutte quelle donne e quegli uomini perbene che vogliono fare con noi un lavoro di squadra». Gli oppositori dell’ingresso dell’ex dem (che sarà costretto a parlare con chi fino a ieri diceva di lui che «ho il piacere non conoscerlo») confidano in una melina che allunghi la trattativa, magari a dopo il 3 agosto, fino a farla saltare. Ma Salvini non ha cambiato idea: il colpo di mercato (che qualcuno, fra i più maliziosi, a Roma sostiene essere frutto di un patto diabolico con Matteo Renzi) vuole portarlo a termine. Anche perché con Sammartino (e Sudano, che punta a Palazzo degli Elefanti) entrerebbero almeno altri tre deputati regionali. Certo Carmelo Pullara, “Radio Ars” gracchia anche i nomi di Giovanni Cafeo e Marianna Caronia, mentre Pippo Laccoto si sarebbe tirato fuori. Un potenziale che qualcuno stima in 50mila voti, con il pacchetto di «decine di sindaci e centinaia di amministratori locali» promesso da Sammartino a Salvini. In soldoni, circa il 3% alle Regionali. Infatti, c’è già chi trema.
Twitter: @MarioBarresi

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