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Scritta di minacce a sindaco di Petralia Soprana infiamma la campagna elettorale

 Pietro Macaluso, destinatario dell'offesa, è di nuovo candidato per un terzo mandato previsto dalla legge elettorale siciliana per i comuni con meno di 5 mila abitanti

Di Redazione

Ha improvvisamente infiammato la campagna elettorale la scritta minacciosa ("Sindaco infame, per te solo lame") per il sindaco Pietro Macaluso apparsa a Petralia Soprana. «È la prima volta che una cosa del genere accade in una comunità che da sempre si è distinta per educazione, rispetto, onore. Non è solo un’offesa rivolta al primo cittadino ma è un insulto rivolto a tutta la comunità che crede nel cambiamento, nella lealtà, nei valori umani», scrive in una nota il gruppo di maggioranza «Costruire insieme» che sostiene il sindaco. Macaluso è di nuovo candidato per un terzo mandato previsto dalla legge elettorale siciliana per i comuni con meno di 5 mila abitanti. La ricandidatura ha suscitato qualche polemica mantenuta però nei limiti di un confronto politico. 

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«Esprimiamo la nostra piena solidarietà al sindaco di Petralia Soprana, Piero Macaluso, per il vile atto intimidatorio subito in queste ore», hanno affermato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia, commentando la notizia relativa alla scritta intimidatoria nei confronti del primo cittadino palermitano. "Si tratta dell’ennesimo atto intimidatorio nei confronti degli amministratori locali in prima linea per la difesa della legalità - concludono Orlando e Alvano - che ogni giorno, malgrado le enormi difficoltà legate all’emergenza sanitaria ed economica, provano a dare risposte ai cittadini».

Tra le molte solidarietà a Macaluso sono arrivate anche quelle del presidente del consiglio comunale, Leo Agnello, e del presidente dell’Ente Parco delle Madonie, Angelo Merlino. Agnello si è espresso contro un «atto indegno e lesivo» nei confronti del sindaco e ha annunciato la convocazione dei capigruppo per un documento di solidarietà. Ha aggiunto che «il folle gesto non rappresenta e non rappresenterà mai nessuna forma di vivere la comunità e la vita sociale».

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