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Politica

Centrodestra a pezzi in Sicilia, l'ira di FdI contro Lega e Forza Italia: «Intervenga Berlusconi»

L'accordo sul ticket tra Minardo e Miccichè fa infuriare il partito di Meloni: «Più che a vincere contro le Sinistre sembra giochino contro di noi»

Di Marcello Campo 

Lo scontro durissimo nella scelta del prossimo sindaco di Palermo arriva a Roma provocando l’ennesima spaccatura interna al centrodestra: da un lato l’asse Lega-Fi, dall’altro Fratelli d’Italia. Una divisione che si trascina dai giorni del voto sul Quirinale ma che rischia di compromettere, nelle prossime settimane, le trattative in vista delle amministrative del 12 giugno. 
 

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Il cosiddetto "centrodestra di governo" decide che si presenterà unito alla conquista del Palazzo delle Aquile. Mossa che fa infuriare Fratelli d’Italia: «Questi comportamenti, e molti altri segnali - si legge in una nota del partito - testimoniano più la volontà di danneggiare Fdi piuttosto che quella di combattere le sinistre. Non ci resta che auspicare un intervento diretto di Silvio Berlusconi che - complice la Pasqua - non siamo certi sia stato reso partecipe delle ultime scelte del partito siciliano». 

 Una spaccatura che potrebbe comunque avere effetti pesanti anche l’anno prossimo, quando l’alleanza sarà chiamata a scegliere il candidato alla Presidenza della Regione. Al riguardo sempre FdI è netta: «Noi siamo coerenti, in Sicilia come nel resto d’Italia: sosteniamo la conferma del presidente regionale uscente, favorito nei sondaggi e apprezzato dai siciliani per la sua onestà e il lavoro svolto». 

E’ evidente che quando si tratta del voto siciliano, spesso si pensa che le dinamiche isolane possano rappresentare un "laboratorio nazionale». E’ capitato spesso, non sempre, che le formule create nell’Isola abbiano anticipato quelle 'romanè. Anche in questa luce va letta la reazione durissima del partito di Giorgia Meloni. Quanto alla Lega, da tempo spinge per una maggiore vicinanza con il partito azzurro. Giorni fa, lo stesso Matteo Salvini, alla domanda su eventuali liste comuni Fi-Lega alle prossime politiche del 2023 aveva risposto: «perchè no». Forza Italia invece al momento frena: fonti azzurre ricordano infatti che in Sicilia loro contano «il triplo della Lega», per cui è difficile, al momento, esportare questo modello. 

Ad ogni modo, dopo settimane di estenuante trattativa, Lega e Forza Italia sono d’accordo nel candidare l’azzurro Francesco Cascio alla guida della città. Ad annunciare l’intesa, i due leader siciliani Nino Minardo e Gianfranco Miccichè, anticipando che a fare il vice di Cascio sarà Francesco Scoma.

«Un ticket che vincerà a Palermo risollevando la città dal disastro finanziario e sociale in cui è precipitata negli ultimi 5 anni - dicono i due leader - una scelta che sancisce la fine di settimane di sterili polemiche e che consente di avviare in tempo una campagna elettorale convincente e di alto livello». 
 Ma arriva a sorpresa il passo indietro di Scoma, che tuttavia non cambia di una virgola la natura politica dell’accordo: «Il ticket - spiega il segretario regionale leghista Nino Minardo - è tra partiti: era giusto passare la preferenza al candidato che avevamo indicato come Lega: Francesco Scoma. Se lui rinuncia sarà il partito a scegliere un altro nome, nulla cambia sul piano politico. Avanti tutta». 
 

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